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Flavio Briatore, nuovo libro “Sulla ricchezza”: “C’è chi in ferie spende 30mila euro al giorno…”

Flavio Briatore, nuovo libro "Sulla ricchezza". In Italia troppe tasse, ma il turismo...

Flavio Briatore, nuovo libro “Sulla ricchezza”. In Italia troppe tasse, ma il turismo… (foto d’archivio Ansa)

ROMA – Flavio Briatore ha pubblicato il suo nuovo libro “Sulla ricchezza“, edito da Sperling & Kupfer. Briatore si è soffermato sulle difficoltà a creare impresa in Italia (“Troppe tasse”), rilanciando la sua ricetta per il successo (“Sfruttare il turismo”).

Scrive Elvira Serra sul Corriere della Sera:

San raffaele

«Nel libro ho voluto spiegare il mio pensiero, ma quando dici la verità la gente si arrabbia», racconta Briatore per telefono, chiarendo di non pensare affatto a una futura candidatura sulla scia dell’amico Donald Trump. «La differenza è che lui, nel suo ruolo di presidente degli Stati Uniti, decide e incide. In Italia sarebbe impossibile: prima hanno perso un anno con il referendum, ora ne perderanno altri due con le elezioni. La politica, così, è fine a se stessa, non è per lo sviluppo. Io sono per il fare, come ho dimostrato in Sardegna, dove ho aiutato i pastori a creare il marchio Bithi di Barbagia per il loro pecorino, che adesso viene distribuito nei negozi della catena Eataly e nei ristoranti Cipriani del mondo. E vorrei ricordarlo a chi mi critica: non ho mai ricevuto finanziamenti a fondo perduto nell’isola…».

“Briatore nei suoi toni e nei suoi metodi è sempre discutibile. Però non sempre dice cose che non sono condivisibili. Purtroppo in talune circostanze quello che dice è vero. Noi nella formazione abbiamo ancora molta strada da fare”. Così la vicepresidente di Federturismo, Marina Lalli, ha commentato le parole dell’imprenditore, il quale ha recentemente dichiarato di avere difficoltà a trovare personale qualificato per il suo resort Twiga, che aprirà in Salento.

Lalli, a margine di un evento a Bari sull’importanza del ‘saper ricevere’ nel settore del ‘wedding’, ha spiegato che “gli imprenditori continuano a dover sopportare il peso della formazione, perché chi arriva in azienda non è in grado di accogliere come se ci lavorasse già da a tempo. E non perché gli manca l’esperienza ma perché talvolta gli mancano le nozioni basilari”. “E questo – ha concluso – è un problema”.

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