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Frankestein e il Vampiro: due secoli fa, un anno senza estate…

ROMA – Frankestein e il Vampiro: due secoli fa, un anno senza estate… Era una notte d’estate buia e tempestosa, insolitamente fredda e illuminata da lampi sinistri sul Lac Leman, il lago alpino sul quale si affaccia Ginevra: la noia e il talento poetico, la furia elettrostatica dei fulmini combinata alle reazioni galvaniche sui muscoli, una manciata di racconti di fantasmi tedeschi e qualche bicchiere di laudano procurano le condizioni ideali per la nascita di Frankestein il mostro. E di un suo parente letterario stretto: il Vampiro. Era la notte tra il 17 e il 18 giugno del 1816.

Il gotico in letteratura, un mix di vecchie storie tedesche condite con una porzione di genio romantico inglese, fa la sua comparsa sulla scena. Suoi mallevadori 5 amici inglesi riuniti appunto in Svizzera per le vacanze: Lord Byron, Percy Bisshe Shelley, la sua futura moglie Mary Wollstonecraft Goodwin con la sorellastra Claire Clairmont e il medico personale di Byron John William Polidori.

Vacanze rovinate da una temperatura polare, pioggia continua e una speciale carica elettrica nell’aria: gli storici del clima accerteranno che si tratta dell’anno senza estate, come fu chiamato l’anno seguente alla catastrofica eruzione del vulcano Zambora, dalle parti di Giava.

Una nube così spessa da occultare il cielo, sospinta dai monsoni in tutto il globo e capace di far abbassare le temperature al punto da causare la peggiore carestia della storia irlandese (e conseguente massiccia ondata di emigrati in America): una specie di calamità climatica simmetrica al rischio attuale del riscaldamento eccessivo della terra.

Fu un anno terribile, sotto ogni punto di vista. Eccetto, forse, per gli incredibili tramonti sul mare – uno spettacolo di screziature inverosimili di rossi e viola – concessi al principe del colore Turner, precursore mai raggiunto di ogni impressionista. A Villa Diodati dunque fa freddo e ci si annoia perché bisogna restare reclusi in casa. Per ingannare il tempo si legge Fantasmagoriana (una raccolta di racconti tedeschi), si fanno scommesse. Come quella di riuscire a inventare una storia di terrore ciascuno.

Ci sono Byron e Shelley, vere rock-star ante-litteram: anime sensibili, dotate, inclini al libertinaggio non solo intellettuale e consumatori di droghe. Retrospettivamente, il vero genio è Mary Shelley, all’epoca ventunenne: lo scienziato protagonista di Frankestein o Il Prometeo moderno diverrà così famoso da dare il suo nome anche al mostro. Il timido Polidori (la prima edizione del libro porta la firma di Byron) non sarà da meno: il suo Lord Ruthven protagonista di “The Vampire” è l’antesignano del Dracula di Bram Stoker che giungerà solo nel 1897.