Libri

“Gramsci e la Massoneria”, un libro per ricordare alla Bindi che ci provò anche il fascismo

"Gramsci e la Massoneria”, un libro per ricordare alla Bindi che ci provò anche il fascismo

“Gramsci e la Massoneria”, un libro per ricordare alla Bindi che ci provò anche il fascismo

ROMA – Il libro “Gramsci e la Massoneria” è stato presentato a Matera nel corso di un dibattito cui ha preso parte il gran maestro del Grande Oriente d’Italia, Stefano Bisi. Matera sarà capitale europea della cultura per il 2019. Bisi ha ricostruito gli eventi di questi ultini mesi, a partire da marzo, con la perquisizione e il sequestro di alcuni elenchi degli iscritti su mandato della commissione parlamentare antimafia. Secondo Bisi ci sono analogie con quanto accaduto durante il periodo fascista. L’intervento alla Camera del 1925 fatto dal segretario del Pci Antonio Gramsci costituisce un documento importante.

Le libertà democratiche, è stato sottolineato nel corso del dibattito,

“non hanno confini ideologici, quando si tratta di difendere un bene comune sancito dalla Costituzione Italiana e che talvolta deve ricorrere alla Corte Europa di Giustizia, per ricordare a qualcuno che i ‘’diritti’’ non si toccano e vanno rispettati.

Uno dei padri fondatori del Partito comunista italiano, Antonio Gramsci,

“messo in soffitta da revisionisti e protagonisti di un riformismo del potere per il potere,  aveva colto per tempo quello che si stava preparando “. “Gramsci – ha detto il Gran Maestro Stefano Bisi- lo capì nel 1925 e noi, modestamente lo abbiamo capito nel marzo 2017  Ci sentiamo degli alfieri delle libertà , dei guardiani della democrazia. E lo facciamo per due articoli della Costituzione  Se quel 4 dicembre anzicchè  dividerci, chiederci se era giusto votare Si o No per mandar mandare a casa Renzi o per tenere a casa Renzi. Se avessimo impiegato quel tempo per conoscere meglio la Costituzione ci saremmo ricordati di due articoli il 18 che consente la libertà di associazione e il 2 che favorisce le formazioni aggregazioni sociali. Il filosofo Massimo Cacciari ha detto qualche giorno fa  che le greggi senza pastore sono destinate a scomparire e  destinate al suicidio. Vero. Perche se non c’e pastore le pecore girano a vuoto e si perdono. Un paragone che ci induce a chiedere perché nella nostra amata Italia si favoriscano le formazioni sociali, in un momento di crisi della rappresentanza politica, dei partiti. Ma non vanno limitate le libertà di associazioni”.

“E  allora –ha proseguito Bisi- che cosa facciamo per questo nostro Paese per respingere una aggressione , come quella della commissione parlamentare. Facciamo l’attività che il Grande Oriente d’Italia ha sempre fatto. Siamo presenti con 850 Logge e anche qui, in Basilicata, intendiamo crescere sul piano qualitativo per rinverdire la tradizione dell’Ottocento lucano. E queste nostre logge che si riuniscono periodicamente con i nostri grembiuli, i nostri guanti, il nostro rituale, che hanno fatto tanto sorridere, ironizzare alcuni membri della commissione antimafia … Io non sorrido e non ironizzo davanti a un sacerdote che la domenica distribuisce l’Eucarestia in chiesa, perché quello è il corpo di Cristo e allora perché ironizzare. Il nostro  rituale non è fine a se stesso perché è un momento di educazione civica, perché si impara ad ascoltare l’altro a parlare uno alla volta. Attività ormai in disuso, quella di ascoltare l’altro. Anche in parlamento, luogo principale della nostra democrazia, c’è la volontà di sopraffare l’altro , di gridare sull’altro per ribadire che l’altro ha sempre torto. Non è così. Respingiamo gli attacchi  i tentativi di denigrazione con una forte attività di informazione oggi il libro a Matera, ieri a Lipari in un incontro sull’esoterismo dove abbiamo apposto una targa per il nostro gran Maestro Domizio Torrigiani, qui confinato durante il periodo fascista’’.

To Top