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Gran Maestro Stefano Bisi ospite a Trame per parlare di Massoneria in Calabria

Gran Maestro Stefano Bisi ospite a Trame per parlare di Massoneria in Calabria

Gran Maestro Stefano Bisi ospite a Trame per parlare di Massoneria in Calabria

LAMEZIA TERME – Il Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia Stefano Bisi sarà uno degli ospiti di “Trame“, il festival dei libri sulle mafie che dal 21 al 25 giugno a Lamezia Terme porterà alla ribalta gli scenari italiani ed europei dei fenomeni che vedono protagonista la criminalità organizzata. “Io non ho paura” è il tema scelto dalla Fondazione Trame  per la settima edizione. Puntare sulla cultura per vincere la paura dell’intimidazione e sconfiggere l’omertà è l’obiettivo primario di quello che vuole essere un progetto rivoluzionario che si estende a singoli e comunità, sostenendo l’impegno degli uomini e delle donne – di ieri e di oggi – che combattono le mafie.

Il Gran Maestro interverrà in un incontro in programma giovedì 22 giugno, alle ore 22, nella Piazzetta San Domenico. Sarà affrontato il tema della Massoneria in Calabria in un dibattito con lo storico inglese John Dickie che è docente di Studi Italiani presso l’University College di Londra. Dickie è autore di molti libri dedicati alla storia del nostro paese, alcuni sulle mafie. Coordinerà il giornalista Claudio Cordova, direttore del quotidiano online di Reggio Calabria ‘Il Dispaccio’. Per leggere il programma di Trame clicca qui.

“Sono felice di questo invito del Trame Festival – ha commentato Stefano Bisi – perché avrò l’occasione di spiegare cos’è la Massoneria al di là dell’uso semantico che si fa del termine. Purtroppo in Italia la parola ‘Massoneria’ viene stravolta e diventa sinonimo di consorteria, camarilla, cospirazione. C’è poi un certo tipo di letteratura che con l’argomento ‘Massoneria’ fa ottimi guadagni. È un cavallo di battaglia del complottismo molto in voga nel nostro paese”.

“Se invece vogliamo considerare le inchieste giudiziarie o alcune posizioni politiche – ha aggiunto il Gran Maestro – vorremmo, noi del Grande Oriente d’Italia, avere esempi concreti che ci riguardano direttamente. Saremmo i primi a escludere chi risultasse colluso con le mafie. E ribadisco ancora una volta: la responsabilità è personale e non esiste una ‘Massoneria deviata’. Questa definizione è in uso dai tempi dell’indagine Cordova del ’92 che ricordo ancora una volta, in risposta ai tanti richiami di oggi, finì con un’archiviazione nel luglio del 2000. Non esiste una Massoneria buona e una cattiva e riaffermo: la Massoneria non è un’associazione segreta, né riservata e non è sinonimo di mafia. Chi dice questo – e addirittura intende legiferare – è clamorosamente in errore”.

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