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Jack lo Squartatore era il pittore Walter Sickert? Prove nel romanzo di Patricia Cornwell

Jack lo Squartatore era il pittore Walter Sickert? Prove nel romanzo di Patricia Cornwell 01
  • Jack lo Squartatore era il pittore Walter Sickert? Prove nel romanzo di Patricia Cornwell 03
  • Jack lo Squartatore era il pittore Walter Sickert? Prove nel romanzo di Patricia Cornwell 04
  • Jack lo Squartatore era il pittore Walter Sickert? Prove nel romanzo di Patricia Cornwell 05
  • Jack lo Squartatore era il pittore Walter Sickert? Prove nel romanzo di Patricia Cornwell 02
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LONDRA – Patricia Cornwell, giallista americana, rilancia l’ipotesi che Jack lo Squartatore in realtà fosse il pittore inglese Walter Sickert e afferma di avere delle nuove, decisive prove. L’autrice di best seller, 60 anni, ha sempre sostenuto che dietro l’assassino di Whitechapel si celasse Sickert e ora, nel nuovo libro in uscita la prossima settimana, “Ripper: The secret Life of Walter Sickert” (Squartatore: la vita segreta di Walter Sickert) afferma che la colpevolezza del pittore è nella carta da lettere che utilizzava, ma non soltanto.

Tre delle lettere dell’artista e due dei macabri e beffardi biglietti inviati alla polizia da Jack the Ripper, sono stati analizzati e risultano della stessa carta da lettere filigranata e nel libro, sostiene inoltre che l’artista quando dipingeva i suoi quadri, gli piaceva vestire come Jack lo Squartatore. Per la scrittrice americana, che ha venduto più di 100 milioni di copie dei suoi libri, il pittore avrebbe confessato a un amico che “non mi dispiacerebbe uccidere e mangiare carne cruda” ma Sickert e gli omicidi nel malfamato quartiere di Whitechapel, per la Cornwell sono diventati una sorta di ossessione, ha speso milioni di dollari per indagare sul killer mai identificato che alla fine del 1880, uccise e sventrò cinque p********e.

Per analizzare il Dna di Sickert ha comprato la sua scrivania e 32 dipinti; era uno dei pittori più apprezzati dell’epoca, i suoi quadri post impressionisti raffiguravano n**i e figure in interni domestici squallidi e disadorni del tempo. Tutte le vittime dello Squartatore, salvo una, erano p********e che furono orribilmente mutilate ma il serial killer non fu mai trovato.  Nel corso degli anni, sono state fatte parecchie ipotesi su chi potesse aver commesso gli omicidi, furono sospettati il principe Albert Victor, nipote della regina Vittoria e perfino Randolph Churchill, padre di Winston.

Nel nuovo libro, la giallista sostiene che il bilancio delle vittime potrebbe essere quattro volte più alto, “una dozzina, forse addirittura 20 se non di più”, ha detto al quotidiano Daily Mail e che le date degli schizzi che ritraevano il teatro di varietà eseguiti dal pittore, fanno saltare l’alibi che all’epoca, quando furono commessi gli omicidi, Sickert si trovasse in Francia. Una prova che mette il pittore “a pochi giorni o addirittura ore” sulla scena di almeno tre omicidi e afferma inoltre che Sickert era in Cornovaglia, nello stesso momento in cui un libro degli ospiti di un bed and breakfast, fu deturpato da rozzi disegni s******i firmati da “Jack lo Squartatore, di Whitechapel”.

La Cornwell, sostiene anche le affermazioni di Joseph Gorman, corniciaio, il quale dichiarava di essere figlio illegittimo di Sickert e che a lui aveva confessato dei dettagli sullo Squartatore; l’uomo, liquidato come visionario, è morto 14 anni fa ma la Cornwell afferma di avere la prova che nel 1942, dopo la scomparsa di Sickert, Gorman ereditò i suoi diritti d’autore. In precedenza, la giallista aveva ammesso che l’identità dello Squartatore, non avrebbe mai potuto essere dimostrata ma ora, ritiene che il libro fornisca prove convincenti ed è “più che mai convinta della colpevolezza di Sickert”.

Nel 2013, la Cornwell affermava che i killer condividevano la stessa carta da lettere e nelle sue missive, lo Squartatore derideva l’ incapacità della polizia a catturarlo, li accusava perfino di essere addormentati. Il team di investigatori della giallista, compresi esperti d’arte, avevano scoperto che i disegni realizzati dal killer sulle lettere, tra cui un volto brutale, erano opere di un professionista. Nel libro precedente, la Cornwell ha indicato come prova dei quadri Sickert, una piccola serie chiamata i delitti di Cadmen Town, sostenendo che raffiguravano scene degli omicidi dello Squartatore; in un dipinto, una donna è distesa su un letto e rispecchia la posizione dell’ultima vittima, Mary Jane Kelly, quando fu ritrovata; in un altro, dal titolo “What Shall We Do to Pay the Rent?” (Cosa dobbiamo fare per pagare l’affitto?) un uomo elegante è seduto ai piedi del letto con la testa china, accanto a lui c’è una donna senza vita a seno n**o e poi c’è la “Camera di Jack the Ripper“, altra prova schiacciante secondo la Cornwell, che Sickert dipinse dopo aver dormito in una stanza, in cui secondo la proprietaria, aveva trascorso la notte anche il killer.

La Cornwell aveva precedentemente affermato che l’artista era legato alla famiglia reale, parlando di un “il complotto reale”. William Gull, il chirurgo personale di Vittoria e medico della famiglia Sickert, sarebbe stato coinvolto negli omicidi, incaricato di aiutare il pittore a sbararazzarsi dei corpi delle p********e.

 

 

 

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