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Oriana Fallaci, l’inedito sul figlio desiderato: “Ma sono per pillola, per aborto e per il divorzio”

MILANO – “Io sono per la pillola (di cui non ho bisogno) per le stesse ragioni per cui sono per l’aborto (di cui non ho bisogno) ed ero per il divorzio (di cui non avevo bisogno). E cioè perché la pillola possa essere usata da chi ne ha bisogno”: c’è tutta Oriana Fallaci e la sua libertà di spirito e di mente in questa frase. Una frase contenuta in una lettera inedita pubblicata in esclusiva da Panorama e anticipata dal Giornale.

Anticoncezionali, interruzione di gravidanza, divorzio: tutti i temi delle principali battaglie per l’emancipazione femminile in quell’epistola, o appunto, alle origini del suo libro più famoso, “Lettera a un bambino mai nato”, dolente confessione di una quasi madre al suo piccolo mai venuto al mondo, pubblicata nel 1975, proprio a cavallo tra la legge sul divorzio (1970) e la legge che regola l’aborto (1978).

Oriana Fallaci non aveva mai preso la pillola contraccettiva, scrive lei stessa in questa lettera, eppure era non solo favorevole alla sua diffusione, ma anche ad una pillola per gli uomini, un’idea che solo negli ultimi anni è stata presa concretamente in considerazione.

“Non capisco perché un anticoncezionale complichi i rapporti sessuali. Semmai li semplifica, li rende più liberi e giocosi. Non capisco inoltre perché soltanto le donne debbano prendere la pillola (…) Se non esiste (per gli uomini, ndr), che la si inventi”,

scrive nella lettera anticipata da Panorama, che fa parte del Fondo Fallaci, l’archivio donato da Edoardo Perazzi, nipote e unico erede della scrittrice, al Consiglio regionale della Toscana.

Oriana confessa di non aver mai utilizzato anticoncezionali perché,

“con la stessa intensità con cui ho sempre detestato e rifiutato il contratto matrimoniale, ho sempre desiderato avere un figlio”.

Nonostante questo, è ben consapevole dell’importanza dei contraccettivi e dell’aborto, e sottolinea un concetto tutt’oggi messo in discussione: “La maternità è una scelta”.

“Non starò a ripetere che la maternità è una scelta, non un dovere. Ripeterò tuttavia che il vero aborto è la pillola. Ancor prima del modo di interrompere civilmente una gravidanza non voluta, la società deve essere in grado di evitare un concepimento non voluto. Io mi sento straziata a pensare che, se mia madre avesse usato la pillola, la sua vita non sarebbe stata martirizzata dagli aborti: per altro clandestini e fatti male”.

Ma definirla a favore dell’aborto sarebbe sbagliato, come del resto lo è nei confronti di quasi tutte le persone che sostengono il diritto all’aborto, ovvero la possibilità di interrompere una gravidanza non voluta nella legalità e in sicurezza. Oriana Fallaci era perché si lasciasse la libertà e ci si interrogasse, perché ci si ponesse il dubbio senza farsi portatori di verità più grandi di noi. Ma soprattutto perché quel dubbio e quella scelta, per quanto riguarda maternità e aborto, fossero qualcosa che spetta alla donna, e non a legislatori avulsi da lei. Come scrive lei stessa nella dedica del libro:

A chi non teme il dubbio
a chi si chiede i perché
senza stancarsi e a costo
di soffrire di morire
A chi si pone il dilemma
di dare la vita o negarla
questo libro è dedicato
da una donna
per tutte le donne

 

 


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