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Principe Carlo e la sua “velenosa” corte nel libro di Sally Bedell Smith

Principe Carlo, tutti i suoi difetti nel libro di Sally Bedell Smith

Principe Carlo, tutti i suoi difetti nel libro di Sally Bedell Smith

ROMA – Una panoramica all’interno della velenosa corte del principe Carlo d’Inghilterra: ha allontanato gli amici per semplici screzi, licenziato spietatamente dipendenti leali e persino mosso obiezioni alla Regina Elisabetta.

Sally Bedell Smith, ha scritto un nuova biografia sul principe, “Adapted from Prince Charles: The Passions And Paradoxes Of An Improbable Life”, in cui descrive anche la sua irritabilità, l’atmosfera al veleno che si respira a corte e il Daily Mail ne ha pubblicato uno stralcio.

Uno degli aspetti meno attraenti del lunatico erede al trono, da quanto la Bedell Smith ha appreso intervistando 300 persone tra amici, funzionari, familiari e conoscenti, è che non gradisce essere sfidato o costretto a cedere terreno. Secondo chi lo conosce, piuttosto che impegnarsi in una discussione, preferisce glissare o semplicemente lasciare la stanza.

Fino ad oggi, il principe Carlo ha mostrato resistenza alle idee che contraddicono le sue intuizioni, anche quando sono nuove e convincenti per cui, cerca di circondarsi di persone che sono d’accordo con quanto afferma. Il che, osserva la Bedell Smith, non gli impedisce comunque di irritarsi, perdere la pazienza con lo staff e la scrittrice ha scoperto che ha allontanato uno dei suoi più alti funzionari.

Miranda Somerset, moglie dell’XI° Duca di Beaufort, afferma: “E’ molto ostile a consigli indesiderati; con un amico che lo ha contraddetto ha chiuso e non gli ha mai più parlato”.

Durante un fine settimana a Sandringham, alla fine degli anni Ottanta, lo storico dell’arte John Richardson, cercò di convincere il Principe che non c’era un “abisso” tra l’architettura classica e gli edifici contemporanei detestati da Carlo con veemenza.

“Oh, Richardson, devo andare a vedere ai cani” rispose il principe e uscì dalla stanza. Richardson ricorda l’episodio: “Non voleva discuterne. Non vuole essere messo in discussione né disturbato. Non cede”.

In un’altra occasione, Carlo conversava con uno scrittore, noto per la sua analisi incisiva e il vasto intelletto, sul libero mercato.

“E’ mai stato nel Lagos?”, chiese il Principe. “E’ semplicemente spaventoso. Le persone vivono in condizioni terribili a causa del libero commercio”.

“Sir, è a causa della mancanza del libero scambio”, osservò lo scrittore e senza poter dare un’ulteriore spiegazione fu interrotto brevemente con: “Non sono d’accordo”. A quel punto la padrona di casa dette dei calci sotto il tavolo allo scrittore e lui, rimase saggiamente in silenzio.

Il Principe è molto diverso dai suoi genitori: Filippo, è pronto a impegnarsi in una conversazione anche se qualcuno la pensa in modo diverso e la Regina ascolta pazientemente opinioni contrarie; in una certa misura, il suo approccio riflette la sua avversione per il confronto, ma ha una mente molto aperta.

Carlo, profondamente insicuro e da bambino spesso infelice, da allora ha cercato di lasciare il segno lanciandosi a capofitto in questioni controverse, come il cambiamento climatico e alimenti geneticamente modificati, senza rifletterci correttamente, spiega la scrittrice.

Non è un intellettuale: le sue posizioni ferree su una serie di questioni sono in gran parte basate su personali intuizioni che si accentuano con il passare degli anni.

“Non è cambiato”, afferma una persona che lo conosce da decenni, “ha sempre la stessa incertezza e insicurezza. Può essere testardo. Sa che dovrebbe essere più sicuro e se si attacca a qualcosa, non la molla”.

 

Mark Bolland, che ha lavorato con il Principe per cinque anni, fino al 2002, definisce la sua corte un “ambiente molto medievale, pieno di gelosie, intrighi e pugnalate alle spalle”.

Richard Aylard, segretario privato di Carlo all’epoca in cui ammise il suo adulterio con Camilla nel corso di una trasmissione, rimase amareggiato quando in molti chiesero al Principe perché avesse confessato. Durante una cena indicò Aylard con rabbia dicendo: “E’ stato lui!”. E un ospite presente ricorda: “Non fu non momento piacevole, non è fedele alle persone che lavorano per lui”.

Uno dei problemi di Carlo d’Inghilterra, è che protetto dal bozzolo dei privilegi sembra ignorare di come venga percepito. Grazie al Ducato di Cornovaglia, ha molti più milioni da spendere rispetto alla Regina; la crisi finanziaria del 2008 non è riuscita a scalfire la sua fortuna: i suoi avveduti consiglieri hanno provveduto a togliere i fondi dal mercato azionario prima dello schianto.

La sua ricchezza gli consente un livello stupefacente di lusso: nel 2013 aveva un seguito di 91 persone, di cui 17 facevano parte dello staff personale. Un anno dopo, il numero dello staff personale al servizio di Carlo, Camilla, William e Harry era di 28 persone.

Il Principe ha anche un debole per i privilegi e la compagnia degli ultra ricchi; nel corso degli anni, ha goduto di inviti su yacht, voli su jet privati ​​e vacanze private in sontuose tenute e si indispettisce se il livello di lusso non è di suo gradimento.

Non ha battuto ciglio quando ha speso 5,6 milioni di sterline di fondi pubblici per rinnovare Clarence House e più 2 milioni di sterline personali per la ristrutturazione ma ha sollevato un problema con l’architetto per un tubo di plastica fuori dalla finestra del bagno.

A Bombay, nel 2003, ha elogiato una bidonville come forma primitiva di comunità che avrebbe avuto molto da insegnare all’Occidente sulla sostenibilità e l’interdipendenza. Ma si trattava di una comunità squallida, malsana, maleodorante i cui abitanti erano stretti nella morsa della povertà, osserva la Bedell Smith, lo slum di Dharavi, con una popolazione di un milione di abitanti e un solo bagno per ogni 1.500 persone, era la metà delle dimensioni della sua tenuta ad Highgrove. Da allora sono passati 14 anni e i discorsi del principe sono più in sordina, la copiosa corrispondenza viene esaminata accuratamente.

 

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