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Roberto Saviano: “C’è gente a Napoli che mi sputa addosso”

Roberto Saviano (foto Ansa)

Roberto Saviano (foto Ansa)

NAPOLI – “C’è una parte di Napoli – dice e confessa, intervistato da El Pais, Roberto Saviano – che è molto ostile con me. C’è gente che mi sputa addosso. Dicono che ho fatto denaro a costo della città”. Tradotto come “La banda de los niños”, a settembre anche in Spagna verrà pubblicata l’ultima opera di Saviano, “La paranza dei bambini”. “La reclusione – scrive il giornalista che lo intervista,  Vicente Verdù, parlando di Saviano – fa parte della sua leggenda e anche – non lo occulta – del fascino per i suoi libri, serie e film”.

Film che potrebbero diventare un punto di riferimento per gli stessi criminali, osserva il giornalista spagnolo. “I camorristi usano le stesse parole dei miei personaggi e ne sono coscienti. Ma non scrivere su questi temi non eviterà che continueranno a fare quello che danno. Se non hanno Gomorra, avranno Scarface o Il Padrino. Sono criminali, che vedono in queste storie la propria rappresentazione.…Ma la cosa strana – aggiunge Saviano – è che a Napoli ora hanno aperto un ufficio antidiffamazione e denunciano quanti considerano parlino male della città”.

Tornare a Napoli? “Non posso andarci come prima – ammette Saviano – C’è una parte della città che mi è molto ostile. Se ti porto a fare un giro lo vedi con i tuoi occhi. C’è gente che mi sputa addosso. Dicono che ho fatto i soldi a costo della città. Il denaro onesto che ha guadagnato una persona che scrive è un problema, ma quello che hanno fatto i criminali durante tutti questi anni no. Da 10 anni convivo con questo, è molto italiano”.

E ancora: “La distanza aumenta la vicinanza del cuore, del pensiero, dell’analisi. Tutto il mio distanziamento è un modo per continuare a essere a Napoli. E’ la mia terra, la conosco molto bene e mi manca. Per questo mi sembra un’infamia che mi chiamino nemico della città. Ogni volta che chiudo un contratto, cerco in Google: ‘Casa in vendita a Napoli”. Allora chiamo la banca per chiedere un’ipoteca, e il tipo mi risponde: ‘Sicuro a Napoli?’. Poi attacco il telefono e non torno a chiamare”.

Tornerebbe indietro? “Non lo rifarei allo stesso modo – confessa e conclude Roberto Saviano – Li ho sfidati, ero convinto di essere invincibile. Avevo già un’autentica vita intellettuale, non questa merda di vita da vagabondo, o da personaggio clandestino…”.

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