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Templari, le terribili torture del principe Filippo il Bello ai cavalieri

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Templari, le terribili torture del principe Filippo il Bello ai sacri cavalieri

LONDRA – Le torture ai Templari: i cavalieri noti per il loro coraggio furono sottoposti a indicibili sofferenze per ordine di Filippo il Bello che li accusò di blasfemia, eresia, satanismo e sodomia, secondo quanto sostenuto da Dan Jones nel nuovo libro “The Templars: the rise and fall of God’s Holy Warriors”.

Era il periodo del Medio Evo, eppure c’è qualcosa di estremamente moderno nel modo in cui esplose lo scandalo: attraverso un poco di buono che in prigione era intrattenuto dal compagno di cella con racconti su un ordine di monaci guerrieri noto come i Cavalieri Templari. Originariamente, erano stati istituiti per proteggere i pellegrini cristiani in viaggio verso la Terra Santa, prendendo la spada in loro difesa, scrive il Daily Mail.

Il compagno di cella di Esquin era stato un membro dell’ordine e disse di indulgere nella blasfemia, satanismo, cerimonie di iniziazione che comportavano baci ma non solo. Esquin sapeva che i Templari avevano avversari potenti che avrebbero pagato per ottenere questo tipo di informazioni interne. Così una volta liberato, cercò un primo contatto con l’entourage del re d’Aragona, in Spagna, offrendo la sua storia per 3.000 lire e altre 1.000 all’anno una volta verificata. Fu allontanato senza troppi complimenti.

Poi arrivò alla corte del Re di Francia, Filippo IV. E lì trovò il filone d’oro. Filippo era un monarca avido di denaro: espropriò gli ebrei dei loro beni e li espulse da Melun e ora aveva messo gli occhi sulla grande ricchezze dei Templari. Aveva ordinato un dossier segreto ed Esquin era la persona giusta di cui avevano bisogno le sue spie.

Con una serie di accuse infamanti, false e travisate, iniziò una caccia alle streghe che nel corso di due anni portarono alla luce i pettegolezzi più destabili di coloro che erano stati espulsi dell’ordine religioso. Poi, si scagliarono sulla loro preda. All’alba di venerdì 13 ottobre 1307, gli uomini del re con un’operazione mirabile per efficienza e segretezza per quei tempi, arrestarono gli ignari templari provenienti dalla Normandia e Tolosa.

Furono arrestati col prestesto, come dichiarato nel mandato reale, di essere “lupi travestiti da pecore, un violento insulto alla nostra fede religiosa”. “Una disgrazia per l’umanità, un esempio pernicioso del male e uno scandalo universale”, i templari furono accusati di sodomia, eresia, e altri reati, e tutti i loro beni sequestrati. Denunciati come “una disgrazia all’umanità, un esempio pernicioso del male e uno scandalo universale”.

Dan Jones, nel suo libro, traccia la storia dei Templari, assolutamente estranei alle accuse di Esquin; al centro delle accuse c’era il cosiddetto “bacio della pace” che i cavalieri avevano ammesso apertamente di dare agli iniziati, spesso sulle labbra. Il bacio si trasformò invece in una cerimonia orgiastica in cui ci si baciava reciprocamente, anche di dietro. E non era esclusa la magia nera.

In tempi brevissimi, era stato schiacciato un ordine che aveva combattuto per la causa cristiana nell’arco di due secoli. E non fu per mano dei musulmani, loro nemici giurati che i Templari aveva massacrato in massa, ma da cavalieri dell’ordine che avrebbero dovuto sostenerli. Nel terzo decennio del XIV secolo i Templari erano morti.

Ma chi erano esattamente questi cavalieri con le croci rosse sugli scudi? Perché ancora oggi affascinano, nonostante siano stati presentati in modo diverso, come eroi, martiri, banditi, perseguitati “santo” cavalieri con croci rosse distintive sui loro scudi? E perché sono rimasti oggetto di fascino anche nel ventunesimo secolo, quando sono stati presentati in modo diverso come eroi, martiri, banditi, bulli, vittime, criminali, pervertiti, eretici, sopravvissuti sovversivi, custodi del Santo Graal?

Nel suo libro, Dan Jones scrive che l’ordine fu fondato nel 1119 con il compito specifico di proteggere i pellegrini europei che si recavano in Terra Santa, in Medio Oriente, per visitare i santuari cristiani. Come ordine semi-monastico, presero i voti di povertà, castità e obbedienza. Il nome nasce dal tempio di Gerusalemme, il loro santuario.

Diventarono il braccio principale delle Crociate, quelle temibili guerre religiose in cui i re cristiani volevano strappare la terra di Gesù Cristo al dominio islamico. Gran parte della loro storia è dunque una lunga successione di battaglie e massacri in cui da entrambe le parte ci sono state migliaia di morti.

All’epoca la jihad, la guerra santa, era uno scontro di reciproco odio e distruzione in cui ciascuno rispettivamente affermava di voler “sterminare i perfidi pagani”. Il re crociato inglese Riccardo Cuor di Leone, indossando sulla tunica la croce rossa dei templari non ci ha pensato due volte a massacrare per ripicca 2.600 prigionieri musulmani fuori della città di Acre.

Al porto di Damietta sull’estuario del Nilo, i crociati in nome di Dio saccheggiarono oro, argento, seta, sequestrarono gli schiavi e presero 500 bambini sopravvissuti che furono battezzati forzatamente come cristiani. Ma i musulmani si vendicarono con un’arma cattiva, il “fuoco greco”, una resina appiccicosa all’interno di vasi che potevano essere lanciati, come granate, dalle catapulte. Con l’impatto prendevano fuoco e si attaccavano ai vestiti. I crociati erano terrorizzati.

In mezzo a tutto questo sangue, i Templari si dimostrarono notevolmente bravi nel loro lavoro: disciplinati, spietati, coraggiosi e pronti a morire piuttosto che arrendersi. In una battaglia contro il capo musulmano Saladino, 140 cavalieri gridando all’unisono “Cristo è la nostra vita e la morte è la nostra ricompensa”, andarono contro 7.000 Saraceni e persero tutti la vita.

Per le loro azioni coraggiose, i Templari diventarono rapidamente figure quasi leggendarie, caratterizzate da storie popolari, opere d’arte, ballate e storie. A causa della loro fama e della loro dedizione all’opera di Dio, nelle loro casse aumentavano le ricchezze, avevano una protezione speciale del Papa e erano esentati da regole e imposte che i re applicavano agli altri.

Queste immense ricchezze avevano dato loro influenza, erano sostenuti e amici di re e regine, patriarchi e papi. Enrico II d’Inghilterra usava i Templari come banca, depositava monete, gioielli e preziosi, i cavalieri furono distaccati alla sua corte come diplomatici. Ovunque, si vedeva il loro potere: finanziarono le guerre, prestarono denaro, raccolsero tasse, costruirono castelli, gestirono città, porti e flotte di navi, interferito nelle controversie commerciali e effettuato assassini politici.

Il che, inevitabilmente, creò loro dei nemici, iniziarono a circolare voci sui loro vizi segreti. Secondo un cronista inglese dell’epoca, John of Salisbury, i Templari “dopo aver parlato di virtù durante il giorno, quando si riuniscono a notte fonda agitano i fianchi in modo dissennato”.

Pensieri che diventavano sempre più comuni, soprattutto dopo che le attività fondamentali dei Templari si allontanavano dalle crociate in Terra Santa (dove le forze musulmane erano sempre più in ascesa, non facili da combattere) per dedicarsi alle ricchezze e al potere in casa loro.

Quindi non sorprende che una persona come Esquin vendesse ciò che ascoltava. Filippo IV di Francia, quell’alba li fece arrestare, per farli confessare furono torturati, affamati, privati del sonno, picchiati. La maggior parte dei cavalieri fu sottoposta a questi orrori tra cui il gran maestro De Molay, e alla fine dissero ai loro torturatori esattamente ciò che volevano. Ammisero di rinnegare Cristo e sputare sulla Croce durante la disgustosa cerimonia d’iniziazione, la sodomia imposta ed accettata fra confratelli, le pratiche eretiche e idolatriche.

Sempre più “confessioni” erano in arrivo ma un manciata di Templari, furono guidati da Pietro da Bologna che a una commissione papale disse che le accuse ai cavalieri erano oscene, false e mendaci” e venivano da “bugiardi e corruttori”. Le cosiddette confessioni che corroboravano le accuse erano state ottenute con la tortura e le minacce di morte.

Capito che il caso contro i Templari poteva crollare, Filippo agì da tiranno qual era e mandò al rogo 54 templari ancora a processo nella città di Sens, non lontano da Parigi, calpestando la legge. Pietro da Bologna, che aveva perorato la loro causa, scomparve e fu più mai visto.

Filippo aveva vinto, i Templari non c’erano più, aveva sequestrato le loro proprietà, le ricchezze e distrutto la loro reputazione. I cavalieri furono imprigionati, torturati, uccisi, cacciati dalle loro case e umiliati. I sopravvissuti al processo morirono i prigione, mandati in altre case, in rari casi spostati a nuovi ordini militari.

L’ordine non esisteva più ma è sopravvissuta la loro leggenda, forniscono ancora materiale per film, romanzi come ad esempio il Codice da Vinci di Dan Brown. E tante le teorie: un piccolo gruppo di cavalieri riuscì a sfuggire alla persecuzione in Francia e scappò con una parte dei tesori? In caso affermativo, si dovrebbe includere la Sacra Sindone o l’Arca dell’Alleanza? I Templari si sono spostati altrove come organizzazione segreta? Sono forse ancora là fuori? La risposta è decisamente “no” ma mantengono sempre un posto prezioso nella nostra fantasia.

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