Blitz quotidiano
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Radio Globo, Morning Show, polemica femminista, sen. Fedeli attacca, Marchetti e Vari replicano

La trasmissione “The morning show” di Radio Globo è oggetto di un attacco femminista che è arrivato fino al Senato della Repubblica. Sul banco degli imputati i conduttori Roberto Marchetti e Massimo Vari accusati da tutte le associano in stile quote rosa di aver avuto comportamenti a dir poco maschilisti e irriverenti nei confronti del gentil . Per ascoltare “The morning show” in podcast cliccare qui.

Intervistati per Blitz quotiano, i due conduttori nell’occhio del ciclone replicano. Massimo Vari: 

“Immaginate che il Morning Show di Radio Globo sia il bar sotto casa. Uno entra, ordina e chiacchiera di quello che vuole. Se il discorso è già iniziato puoi scegliere di ascoltare o di inserirti, chiamandoci al telefono. Tranquillamente, come tra amici. E come tra amici, si ride, si scherza, ci si arrabbia e si discute. Poi una pacca sulla spalla e arrivederci alla prossima. Capita, quella mattina, che il gruppo di amici in questione parli di quote rosa. Un’ascoltatrice, Barbara, entra e difende la sua idea, contraria alla nostra. Accade tutti i giorni. Pacca sulla spalla e arrivederci alla prossima? No, stavolta no… Stavolta chi ascoltava in silenzio ha preferito ricamarci sopra”.

Dite la verità, voi siete contrari alle quote rosa (come ad esempio la giornalista che vi sta intervistando) ma non maschilisti…

Assolutamente no. Sono per la parità dei sessi e proprio per questo contrario alle quote rosa. Che privilegi deve avere una donna in quanto tale? Credo nella meritocrazia: se una persona vale, uomo o donna che sia, va avanti. Accettando le quote rosa è come se la donna si autodiscriminasse, mettendosi da sola in una posizione di svantaggio. Non dovrebbe essere così.

Roberto Marchetti, come crede che sia montato a questi livelli il caso, fino addirittura a raggiungere il Senato con una possibile interrogazione parlamentare.

Quella mattina si affaccia sul programma un’altra ascoltatrice, probabilmente per la prima volta. E ritiene che la conversazione con Barbara, accesa in alcuni punti, contenga il peggior maschilismo e sessismo della storia. Si rifugia in un blog di femministe che, accogliendola, rilancia apertamente le accuse. A quel punto scatta il virale, soprattutto tra le varie associazioni. #boicottaradioglobo.
“Quello che ogni giorno è battuta, scherzo, complicità tra conduttori e ascoltatori, improvvisamente viene letto come offesa, insulto, istigazione alla violenza sulla donna. Agitare una scatola di croccantini in onda diventa rapidamente strumento sessista e retrogrado di becero maschilismo. Il passo successivo è il coinvolgimento delle Istituzioni fino al Senato della Repubblica. Giustamente”.

Massimo Vari: e il direttore della radio come l’ha presa, siete finito nei guai?

“Purtroppo per chi ci vorrebbe far cacciare non siamo finiti nei guai, anzi: il nostro editore, come noi, crede nella libertà d’espressione e nel diritto di satira, che non può essere usato a corrente alternata. Quindi ci sostiene al 100%”.

Roberto Marchetti: ora cosa credete di fare, cosa pensate che succederà? 

“Qualcuno parla di denunce, grida alla sospensione e alla chiusura del programma. Vedremo. Intanto continuiamo ad andare in onda, ogni giorno dalle 6. Noi e gli ascoltatori, l’anima di questo programma. Il Morning Show, #senzacensura. Una famiglia che cresce ogni giorno.
Continueremo a dare il nostro numero di telefono per intervenire in diretta. Ci chiameranno anche i Leoni da Tastiera? Magari”.

La satira in Italia è possibile solo se riguarda determinati ambiti e diciamolo pure, determinate aree politiche. Quale è l’opinione di Massimo?

Fino a qualche tempo fa avevo dei sospetti; ora lo sto scoprendo sulla mia pelle. È’ una vita che mi sento dire ‘gli uomini sono tutti porci’, ma non ho mai sentito nessuno gridare allo scandalo o agitare sommosse sui social. Tante comiche utilizzano questo tipo di satira: uomini che hanno due neuroni in testa, che non sanno piegarsi i calzini, trattati come sottosviluppati, ma nessuno mai contesta questo. Mi sta venendo il dubbio che forse alcune categorie non si possano toccare…”.

Cosa sentite di dire a chi vi accusa? 

Semplice… (scatola di croccantini che si agita) “Croccantini croccantini…”.

L’intervento che ha scatenato la polemica è quello di Ilaria, 24 anni, la quale ha scritto al sito Pasionaria.it, che ha presentato la lettera così:

“La ragazza che, come tradizione sessista vuole, è stata insultata e derisa per aver avuto il coraggio di fargli notare la loro ignoranza e arroganza, ci ha scritto una lettera che vi invitiamo a leggere e commentare”.

Nell’acceso dibattito on line è intervenuta Gabriella Carnieri Moscatelli, presidente nazionale del Telefono Rosa, che ha dato pieno sostegno, “con un duro comunicato”, alla presa di posizione di Pasionaria.it.

Ecco le parole del vice presidente del Senato Valeria Fedeli:

“Niente a che fare con la satira, nulla che ci si avvicini nemmeno: durante la trasmissione Morning Show solo volgarità e bugie. Resto colpita dopo aver ascoltato, grazie alla segnalazione delle ragazze di Pasionaria, i podcast delle puntate della trasmissione in onda su Radio Globo. Al di la delle specifiche frasi, che risultano oltre che irripetibili molto offensive, tanto nei confronti delle donne quanto dell’intelligenza di chi le ha pronunciate, ci sono due questioni su cui credo che serva spendere alcune parole: la realtà della condizione femminile e la responsabilità che deve avere chi ha la possibilità di rivolgersi ad un grande pubblico. I conduttori della trasmissione sembrano non avere accortezza né della prima né della seconda. Negare la disuguaglianza di genere sul lavoro, in termini di opportunità, progressioni di carriera, salari, è raccontare una bugia. Questi fenomeni sono oggetto di studi scientifici e, da anni, rivelano differenze gravi che piano piano stanno diventando, grazie all’impegno di quelle femministe che i due conduttori tanto stigmatizzano e deridono, un obiettivo politico concreto per una società migliore. Per quello che riguarda poi la responsabilità dei media nel diffondere un linguaggio all’altezza del ruolo che giocano nella formazione del pensiero comune credo serva chiarezza: i due conduttori hanno cercato di giustificarsi provando a sdrammatizzare e ad appellarsi al diritto di satira, liquidando il tutto come battute. Ma come si può credere che lo siano, come può un ascoltatore farsi l’idea che sia uno scherzo un continuo utilizzo di epiteti sessisti, la continua esternazione di frasi violente e volgari, lo scherno nei confronti di chi ha provato a esprimere un punto di vista diverso e a chiedere rispetto per le donne? Come si può non rendersi conto della forza delle parole, come fanno a non conoscerla loro, che di mestiere parlano? Come fanno a non capire che un linguaggio con tanta violenza, misoginia e stereotipi non fa che inquinare la nostra comunità con discriminazioni che invece i media, le istituzioni, e tutti coloro che ambiscono a vivere in una società paritaria, civile e rispettosa di ogni persona, con meno violenza e discriminazioni, dovrebbero combattere?”.

“Mi auguro – conclude Valeria Fedeli – che l’editrice della radio rifletta su quanto negativo sia l’esempio che offre il programma, e se lei vorrebbe farsi raccontare, come donna, in questo modo ai suoi figli. Io no, e nessuna di noi credo. Nessuno spazio per la violenza verbale, le discriminazioni, gli stereotipi. Solo così potremo costruire una società migliore, per tutte e per tutti”.