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Agenzie a bando europeo in Parlamento, Stampa Romana: “Evitiamo salto nel buio”

Agenzie a bando europeo in Parlamento, Stampa Romana: "Evitiamo salto nel buio"

ROMA – Mancano quattro mesi ad un cambio epocale di regime per le agenzie di stampa. La Presidenza del Consiglio, su input dell’Autorità Nazionale Anticorruzione, vuole sostituire il sistema delle convenzioni con le gare europee. In pratica si mutua dal relativo codice la disciplina sugli appalti pubblici”.

Lo sottolinea l‘Associazione Stampa Romana, secondo cui “le prime informazioni che sono filtrate sollevano una serie di punti interrogativi:

1. Il bando europeo implica il possibile arrivo come competitors di grandi agenzie internazionali sul modello della France Presse, agenzie che hanno un capitale di centinaia di milioni di euro frutto dei rapporti con i loro governi che non ci pare abbiano aperto il loro mercato a concorrenti internazionali.

2. Le gare sarebbero gestite per lotti. Quindi sarebbero aggiudicati gli interni, gli esteri, il politico, lo sport, ecc. ecc. Il misuratore precedente era per lanci di agenzia legati ad un tempo di produzione. Si può immaginare un’offerta informativa divisa per settori in questo modo? Le agenzie non lavorano di solito su tutto il complesso dell’informazione? Si può immaginare un percorso che escluda settori di informazione di base?

3. Il precedente sistema varato dalla Presidenza del Consiglio era basato sulle aggregazioni temporanee di impresa. E’ un sistema impallinato dal ricorso del Velino al Tar. Il nuovo sistema è a prova di ricorso alla giustizia amministrativa? O sara’ foriero di nuovi e piu’ importanti contenziosi legali che rischiano di impantanare il settore?

4. L’Iva sugli appalti è tre, quattro volte più elevata dell’Iva applicata sulle convenzioni? Non sono domande irrituali in una partita che non puo’ e non deve risolversi l’ultimo giorno disponibile, il trenta giugno. Ci sono in ballo 830 ‘articoli 1’, in larghissima parte contrattualizzati a Roma, e centinaia e centinaia di collaboratori in un settore strategico per la difesa del pluralismo informativo. Invitiamo la Fnsi – conclude l’associazione – a spingere sulla Presidenza del Consiglio per avere tutte le informazioni del caso, per capire se la strada che si sta percorrendo e’ inevitabile all’interno del nostro sistema giuridico e per evitare salti nel buio”.

E sulla vicenda è intervenuto anche il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni. “Ho fatto presente a Gentiloni la nostra contrarietà” al bando europeo per le agenzie di stampa.  Maroni ha parlato al termine di un colloquio con il presidente del Consiglio, durato circa un’ora, a Palazzo Lombardia.

“Anche se non abbiamo titolo, ci preoccupa”, ha aggiunto Maroni, perché “rischia di mettere in crisi il mondo dell’informazione italiana”.

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