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App Poste italiane, Alitalia, MediaWorld… le esche per le truffe sul web

App Poste italiane, Alitalia, MediaWorld... le esche per le truffe sul web

App Poste italiane, Alitalia, MediaWorld… le esche per le truffe sul web

ROMA – App Poste italiane, Alitalia, MediaWorld… le esche per le truffe sul web. Il “phishing” non è un’infezione delle vie urinarie come pure in Italia molti sono propensi a credere: dall’inglese “pescare”, è una tecnica sfruttata dai cybercriminali per rubare informazioni dagli account online. Una truffa in versione digitale.

E’ in larga misura grazie a questa pesca criminale che sono stati violati gli indirizzi mail, per esempio, del responsabile della campagna elettorale di Hillary Clinton o nella recente intrusione alla posta del comitato di Emmanuel Macron in Francia. Parliamo dei “leak” politici, cioè della rivelazione di informazioni che avrebbero dovuto restare riservate per screditare questo o quel personaggio politico.

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Più in generale le esche lanciate dai cyber-criminali tramite e-mail (o messaggi inviati tramite social network) inducono con l’inganno gli utenti a digitare le informazioni dei loro account personali (o a cliccare su link) in pagine web simili a quelle di soggetti autentici (come istituti finanziari o enti pubblici), create ad hoc per rubare i dati che vi vengono inseriti.

Per questo, obiettivo sensibile e privilegiato sono stati i clienti di Poste italiane, PayPal, CartaSì, Apple. Poi quelli di Alitalia, Tim, Hera. Operatori telefonici, utility dell’energia, servizi di webmail, siti di shopping come MediaWorld.

Diciamo, per restare alla metafora del phishing, che come nella pesca a strascico, la rete viene gettata sperando che qualcuno resti impigliato: u report del colosso hi-tech Verizon, il 43% delle truffe online avvengono con questa tecnica e con un tasso di successo del 7,3%. Un tasso altissimo, considerando la mole di account sollecitata.

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