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Apple: tasse non pagate, 13 miliardi multa dalla Ue. I 318 mln all’Italia

ROMA – Apple, tasse non pagate: 13 miliardi multa dalla Ue.  Apple, a poco più di una settimana dalla presentazione dell’iPhone 7, ha ricevuto una multa da 13 miliardi di euro per l’accordo fiscale stretto con l’Irlanda per pagare meno tasse. La decisione della Commissione Ue obbligherà Cupertino a recuperare e quindi pagare per intero quanto eluso finora grazie a un tax ruling considerato illegale da Bruxelles.

La clamorosa decisione era stata preceduta dall’accettazione da parte della filiale italiana di Apple (che fa capo ad Apple in Irlanda) di pagare allo Stato italiano duna somma di 316 milioni di euro, a saldo di tutte le pendenze con il Fisco italiano.

L’Irlanda può recuperare 13 miliardi di tasse non pagate. L’accordo fiscale con l’Irlanda, ha affermato la commissaria Ue alla concorrenza Margrethe Vestager, ha consentito alla Apple di pagare imposte di appena l’1% sui profitti Ue nel 2003, nonostante un’aliquota del 12,5%, scese addirittura allo 0,005% nel 2014.

La Commissione Ue può chiedere di recuperare aiuti di stato illegali per un periodo di 10 anni retroattivo a partire dalla prima richiesta di informazioni inviata alla Apple, che è avvenuta nel 2013. Ora l’Irlanda deve recuperare le tasse non pagate da Cupertino per gli anni che vanno “dal 2013 al al 2014, fino a 13mld di euro più interessi”.

Un precedente per gli altri Paesi che potranno chiedere il dovuto. Di fatto, il trattamento fiscale riservato alla Apple da Dublino le ha consentito per anni di evitare di pagare le tasse sui profitti generati dalle vendite nell’interno mercato unico Ue, grazie alla decisione presa dalla società di registrare tutte le vendite in Irlanda, invece che nei paesi Ue dove i prodotti erano effettivamente venduti. Questa struttura fiscale, però, spiega la Commissione, è “tuttavia al di fuori della competenze del controllo Ue sugli aiuti di stato”, per questo “se altri Paesi” europei ora “richiedessero a Apple di pagare più tasse sui profitti” relative allo stesso periodo temporale sotto le loro regole fiscali “questo ridurrebbe la somma da recuperare per l’Irlanda”.

Una decisione che ricalca quelle già prese dalla commissaria Ue alla concorrenza Margrethe Vestager per Fiat in Lussemburgo e Starbucks in Olanda a ottobre dell’anno scorso. La maxi-multa che Bruxelles si giustifica con quanto deliberato dall’Antitrust Ue: l’Irlanda ha assicurato alla casa dell’Iphone aiuti di stato illegali sotto forma di sconti fiscali in cambio della creazione di posti di lavoro nel Paese.

Stando al Financial Times, il verdetto della commissione, steso in 130 pagine, appura che Cupertino avrebbe pagato un’aliquota fiscale di meno dell’1% sulle vendite europee, contro il 12,5% invece in vigore in Irlanda. Nei giorni scorsi era anche circolata una stima di JpMorgan secondo cui, nel peggiore dei casi, Apple sarebbe stata chiamata a sborsare ben 19mld di dollari.

Non a caso solo la scorsa settimana il Tesoro americano, dopo che molti big Usa sono finiti del mirino dell’Antitrust Ue, ha pubblicato un White paper in cui ha duramente attaccato la Commissione per essersi trasformata in “un’autorità fiscale sovranazionale che rivede le decisioni degli stati membri” sull’imposta sui redditi d’impresa. E, anzi, per Washington questo “cambiamento di approccio” stabilisce “uno sgradito precedente che potrebbe spingere altre autorità fiscali” a imporre “recuperi retroattivi ampi e punitivi alle società”.

L’inchiesta su Apple era stata aperta a giugno 2014 ancora sotto l’ex commissario alla concorrenza Joaquin Almunia, insieme a quelle sui tax ruling concessi a Starbucks dall’Olanda, a Fiat Finance & Trade dal Lussemburgo, mentre qualche mese dopo, a ottobre, era stata aperta quella su Amazon sempre legata al Gran Ducato. La commissaria Vestager, che ha ripreso le redini delle indagini, a ottobre dell’anno scorso ha portato a conclusione le indagini su Fiat e Starbucks, ritenendo le agevolazioni fiscali concesse come di fatto aiuti di stato che le avvantaggiavano in modo illecito rispetto alle altre società, e a versare quanto non pagato per un totale di 20-30mln di euro ciascuno.

La commissaria ha poi aperto lo scorso dicembre un’indagine sul trattamento fiscale di favore concesso a McDonald’s ancora una volta dal Lussemburgo. Una doccia fredda comunque per la Apple, che dovrebbe lanciare il nuovo nato della famiglia iPhone il 7 settembre: secondo le indiscrezioni circolate, dovrebbe chiamarsi proprio iPhone 7 e avere una doppia fotocamera, un pulsante Home ridisegnato e l’eliminazione dei jack audio.