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Campo Dall’Orto: il cda Rai non lo sfiducia oggi. Ma è l’inizio di una lunga agonia

Campo Dall'Orto: il cda Rai non lo sfiducia oggi. Ma è l'inizio di una lunga agonia

Campo Dall’Orto: il cda Rai non lo sfiducia oggi. Ma è l’inizio di una lunga agonia

ROMA – Campo Dall’Orto: il cda Rai non lo sfiducia oggi. Ma è l’inizio di una lunga agonia. Un Cda straordinario ma ”tecnico”, quello convocato mercoledì 26 aprile a Viale Mazzini, nel quale si intende affrontare questioni di merito senza che nessuno dei consiglieri sia pronto a mettere sul tavolo la richiesta di dimissioni del direttore generale Antonio Campo Dall’Orto. Dopo le dichiarazioni del presidente dell’autorità nazionale Anticorruzione Raffaele Cantone, ammantate di un peso politico che oggi l’Anac vuole categoricamente escludere, la vigilia del mercoledì più caldo per il dg si stempera.

Ma è una tregua obbligata, il destino di Campo Dall’Orto è segnato: non sarà sfiduciato oggi, nessun avviso di sfratto, come pure più di un quotidiano ha vaticinato, piuttosto oggi comincia un’agonia  che non si concretizza immediatamente in una fine solo per le circostanze politiche contingenti. La patata bollente resta saldamente in mano alla maggioranza, i consiglieri di opposizione non hanno nessuna intenzione né convenienza a condividerla.

Il Governo Gentiloni non può in questo momento ingolfare l’agenda con un’altra crisi di un’azienda centrale nel sistema Italia, sul tavolo c’è già la bomba Alitalia, praticamente fallita senza un aiuto pubblico che al momento è tassativamente escluso. E poi, far saltare Dall’Orto in assenza di un sostituto è un azzardo non pronosticabile: prima bisognerà capire in che direzione andrà il Pd, verso le larghe intese o aprendo a sinistra. Lui di sicuro non rassegna le dimissioni così, alla cieca e senza un benservito che lo soddisfi.

Campo Dall’Orto resta, diciamo a bagnomaria, ma resta. Esposto alle denunce dell’anticorruzione di Raffaele Cantone (la Rai ”il mio più grande insuccesso” ha dichiarato) per le sue nomine e assunzioni senza gara, attaccato per le performance insoddisfacenti dei nuovi programmi, abbandonato da ex protettori (leggi Renzi), isolato politicamente. Prima del passaggio in Commissione di Vigilanza Rai – dove il Cda è convocato per le 13.30 – sul tavolo del settimo piano l’ordine del giorno della discussione del consiglio prevede sostanzialmente due punti. Il primo è la risposta al Mise sui tetti degli stipendi, che chiede al Cda di dare la risposta non semplice alla deroga per gli artisti.

Il vertice è chiamato a dare una definizione di ‘artista’, che se per l’ambito dello spettacolo, della fiction e del cinema sembra facile, per quello dell’infotainment – ovvero nei casi di Fazio, Vespa o Giletti – lo è meno. Poi, secondo punto, si dovrebbe procedere alla nomina del responsabile anticorruzione dell’azienda, posto vacante da mesi, che dovrebbe secondo le indiscrezioni essere affidato sempre all’attuale Direttore dell’Internal Auditing, Delia Gandini. E’ all’ordine del giorno, si tratta di un’ipotesi senza senso. Ci sono certo problemi ma non è questo quello di cui parleremo nella prossima riunione del Cda”.

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