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Corte Ue dà torto a Marco Travaglio: “Diffamò Cesare Previti”

Corte Ue dà torto a Marco Travaglio: "Diffamò Cesare Previti"

STRASBURGO – Marco Travaglio perde anche a Strasburgo: per la Corte europea dei diritti umani “diffamò Cesare Previti”. Secondo i giudici europei è infatti inammissibile il ricorso presentato nel 2014 dal giornalista, già condannato in primo e secondo grado in Italia. I tribunali italiani, osservano i giudici Ue, non hanno violato il diritto alla libertà di espressione di Travaglio, quando nel 2008 e poi in appello nel 2010 reputarono diffamatorio il suo articolo “Patto scellerato tra mafia e Forza Italia”, pubblicato sull’Espresso nel 2002.

Secondo i giudici di Strasburgo, i tribunali italiani hanno ben bilanciato i diritti delle parti in causa, da un lato quello di Travaglio alla libertà d’espressione e dall’altro quello di Cesare Previti (che nella decisione odierna è indicato solo con l’iniziale P.) al rispetto della vita privata. I togati hanno dato ragione ai colleghi italiani che hanno condannato Travaglio per aver pubblicato solo una parte della dichiarazione del colonnello dei Carabinieri Michele Riccio “generando così nel lettore – si legge nella decisione della Corte – l’impressione che il signor P. fosse presente e coinvolto negli incontri riportati nell’articolo”.

La Corte osserva “che, come stabilito dai tribunali nazionali, tale allusione era essenzialmente fuorviante e confutata dal resto della dichiarazione non inclusa dal ricorrente nell’articolo”.

 

San raffaele
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