Blitz quotidiano
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Enel Open Fiber: ecco il piano per la banda ultralarga

ROMA – La fibra ottica dell’Enel arriverà direttamente in 7,5 milioni di case di 224 città per un investimento totale di circa 2,5 miliardi di euro. Questo, a grandi linee, il piano di Enel Open Fiber condiviso dal cda dell’Enel, con cui parte la nuova avventura del colosso elettrico nel business delle telecomunicazioni. Il piano messo a punto dal team guidato da Tommaso Pompei prevede la realizzazione della rete in fibra sfruttando il programma di sostituzione dei contatori digitali: l’infrastruttura partirà per il momento dalle aree A e B, quelle cosiddette ‘a successo di mercato’ e sarà in modalità fiber to the home, vale a dire che arriverà fin dentro le case degli italiani.

Per le aree C e D, quelle definite invece ‘a fallimento di mercato’, l’Enel aspetta le gare che dovrà indire Infratel, alle quali, ha assicurato l’a.d Francesco Starace, la società intende partecipare. Per le aree ricche, invece, si può partire da subito, con un piano di investimenti graduale da 2,5 miliardi di euro. Starace ha già annunciato che nel capitale della società potrebbero entrare un paio di fondi, i quali agiranno quindi non solo da finanziatori. Non è pertanto il caso di Wind e Vodafone, con le quali Enel Open Fiber ha firmato una lettera d’intenti per un accordo che sarà solo di carattere strategico e commerciale.

Quanto alle possibili sovrapposizioni con Telecom, che è a quota mille comuni coperti con banda ultralarga, per Starace è “probabile” che accada, “ma non è importante”. Con Metroweb, invece, il rischio di duplicare la rete è più lontano, dal momento che Enel eviterà le città dove non è fisicamente presente nella distribuzione (tanto per fare un esempio, Roma, su cui invece punta Metroweb). Il nuovo affare tlc, comunque, per Starace dovrebbe dare ritorni sugli investimenti anche a due cifre, per un Ebitda di Enel Open Fiber che nell’arco di 3-4 anni dovrebbe raggiungere i 250 milioni di euro. Se non ci fosse stata l’opportunità di agganciarsi alla sostituzione dei contatori, del resto, l’operazione sarebbe costata “oltre 3 miliardi” ed Enel non si sarebbe imbarcata nell’impresa. Del resto, ha ribadito, il piano “consente una copertura capillare del territorio nazionale a costi competitivi, creando valore per Enel e per tutti gli operatori che vorranno usufruire di questa nuova importante infrastruttura”.