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Ettore Masina è morto. Giornalista, scrittore e politico fu amico di Paolo VI

Ettore Masina è morto. Giornalista, scrittore e politico fu amico di Paolo VI

Ettore Masina è morto. Giornalista, scrittore e politico fu amico di Paolo VI

ROMA – E’ morto martedì 27 giugno a Roma Ettore Masina, giornalista, scrittore e politico, amico di Paolo VI e fondatore, con Paul Gauthier, della “Rete Radié Resch” di solidarietà internazionale. Aveva 88 anni.

Nato a Breno (Brescia), in Val Camonica, nel settembre 1928, inizialmente era stato inviato e vaticanista de Il Giorno. Nel 1964 si era trasferito a Roma, dove era arrivato per seguire le cronache vaticane dopo l’elezione a papa di Giovan Battista Montini, che lui aveva conosciuto come arcivescovo di Milano.

Proprio con un viaggio in Palestina al seguito di Paolo VI aveva conosciuto Gauthier, il sacerdote francese con il quale fondò poi, occupandosene a lungo, la rete di solidarietà intitolata ad una bimba palestinese morta di stenti e attiva anche in Sudamerica.

San raffaele

In Rai dal 1969 e dal 1976 conduttore del Tg2, lavorò con Andrea Barbato, Italo Moretti e Giuseppe Fiori. Nell’83 il salto in politica, eletto parlamentare nelle fila della Sinistra indipendente e poi con il Pci per più mandati fino al ’92, svolgendo tra gli altri il ruolo di segretario della Commissione Parlamentare di Vigilanza sulla Rai.

Dopo lo scioglimento del Pci è stato membro della direzione del Pds. Chiusa a metà anni ’90 la stagione politica, Masina riprese l’attività giornalistica e di scrittura, sempre nel segno dell’impegno, osservatore attento e profondo di temi politici ed ecclesiali.

Fecondo autore di saggi religiosi (“Il vangelo secondo gli anonimi”, “Il Dio in ginocchio”, “Il Califfo ci manda a dire”) e di tante belle biografie (tra queste, più volte ristampata, la storia dell’Arcivescovo salvadoregno Oscar Romero, “L’arcivescovo deve morire”, ma anche “Diario di un cattolico errante. 1992-1997 In viaggio fra santi, burocrati e guerriglieri”, e “L’Airone di Orbetello. Storia e storie di un cattocomunista”) è stato apprezzato scrittore di romanzi e racconti, tra cui “Il Vincere”, pubblicato nel 1994.

Lascia la moglie Clotilde Buraggi, i tre figli Emilio, Lucia e Pietro, e sei nipoti molto amate. I funerali venerdì alle 12 nella chiesa di San Frumenzio a Roma.

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