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Facebook, guerra alle fake news con la intelligenza artificiale

Facebook, guerra alle fake news con la intelligenza artificiale

Facebook, guerra alle fake news con la intelligenza artificiale

SAN FRANCISCO  –  Facebook ingaggia l’intelligenza artificiale nella lotta alle fake news. Così il colosso social risponde agli appelli che gli arrivano da più parti, Italia compresa.

Il social network ha annunciato un rafforzamento della lotta alle notizie false su un duplice fronte. Da un lato farà un ricorso più massiccio all’intelligenza artificiale, allenando il suo software a individuare potenziali bufale da sottoporre poi alla revisione ‘umana’ fatta da organizzazioni partner.

Inoltre, Facebook vuole spingere i suoi utenti ad informarsi da fonti diversificate. Per questo, dopo i primi test avviati ad aprile, il social di Mark Zuckerberg ha deciso di rendere disponibili agli utenti di quattro Paesi i suggerimenti di articoli correlati. Si tratta di link mostrati a corredo di una notizia che mirano a dare ai lettori informazioni di contesto e con punti di vista alternativi su argomenti dibattuti. Ne usufruiranno gli utenti di Stati Uniti, Francia, Germania e Olanda, in cui sono già attive collaborazioni con partner per la verifica e il ‘fact checking’.

Un dettaglio importante è che gli articoli correlati non compariranno dopo che l’utente ha letto una notizia, ma prima ancora di cliccarci sopra. E tra i suggerimenti ci saranno anche le eventuali verifiche fatte dai partner.

Lungi dall’assumere un ruolo da censore, con questi strumenti Facebook punta a rendere più consapevole e informata la sua platea di utenti. Un obiettivo di sicuro molto ambizioso. Nella stessa direzione vanno anche altri sforzi contro le ‘fake news’ messi in campo dal social. Come il “bollino rosso”, ovvero l’etichetta con la dicitura “contestata” che accompagna le notizie che team di giornalisti hanno sottoposto a verifica e ritenuto false o fuorvianti.

E poi c’è lo sforzo a disincentivare la diffusione di bufale. Per questo Facebook lavora per bloccare le possibilità di guadagno delle fabbriche di notizie false e sta affinando l’algoritmo per ridurre la presenza di storie fuorvianti, sensazionalistiche e spam sulla sua piattaforma.

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