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Facebook, no commenti d’odio: Zuckerberg schiera controllori

Facebook, no commenti d'odio: Zuckerberg schiera controllori

Facebook, no commenti d’odio: Zuckerberg schiera controllori

BERLINO – I commenti di odio dilagano su Facebook e il social network è stato accusato di non aver fatto abbastanza per monitorarli. A dirlo è il suo fondatore, Mark Zuckerberg, che intervenendo da Berlino ha ammesso di non aver svolto un “lavoro sufficiente” e ha annunciato la creazione di un gruppo di controllori in Germania per il monitoraggio dei messaggi di odio.

Rispondendo ad una domanda sul dilagare di commenti di odio su Facebook, Mark Zuckerberg ha ammesso:

“Non credo che abbiamo fatto un lavoro sufficiente”.

Nei mesi scorsi, il social media è stato molto criticato, soprattutto in Germania. L’azienda, dopo un’iniziale incertezza, ha reagito creando in Germania un gruppo di controllori: 200 collaboratori, ha precisato Zuckerberg fornendo per la prima volta la cifra esatta, delegati al controllo e alla cancellazione dei messaggi violenti:

“Per commenti d’odio non c’è spazio su Facebook e nella nostra comunità”.

Il fondatore di Facebook ha inoltre usato parole dure con gli impiegati per un incidente che getta un’ombra di razzismo su una compagnia dove solo il 2% degli impiegati è di colore. Il problema nasce dal famoso muro del quartier generale della società a Menlo Park, in California, dove i lavoratori sono da anni invitati a scrivere ciò che vogliono esprimere.

Proprio a Menlo Park lo slogan “Black lives matter” (le vite dei neri sono importanti), nome di un movimento Usa che fa luce sulle diseguaglianze e denuncia gli omicidi di persone di colore per mano della polizia, è stato più volte cancellato e sostituito con la frase “All lives matter” (tutte le vite sono importanti). Un gesto che ha portato il fondatore del social a prendere una posizione forte.

In un messaggio privato ai dipendenti, pubblicato dal sito Gizmodo, Zuckerberg scrive:

“Nonostante abbia già comunicato chiaramente che ciò è inaccettabile, è accaduto di nuovo. Ero già molto deluso da questo comportamento irrispettoso. Dopo la mia comunicazione, lo considero anche maligno ‘Le vite dei neri sono importanti’ non significa che le altre non lo siano, è semplicemente chiedere che la comunità nera ottenga la giustizia che merita. Quanto accaduto è stata un’esperienza profondamente dolorosa e fastidiosa per la comunità nera e l’intera comunità di Facebook. Stiamo investigando”.

 

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