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Facebook “per i bambini è pericoloso come andare in discoteca a 11 anni”

Facebook "per i bambini è pericoloso come andare in discoteca a 11 anni"

Facebook “per i bambini è pericoloso come andare in discoteca a 11 anni”

LONDRA –  Permettere ai ragazzini di avere un account su Facebook è pericoloso quanto farli andare in discoteca a soli 11 anni. E’ quanto afferma Peter Wanless, a capo della NSPCC, società nazionale per la protezione dell’infanzia del Regno Unito.

Wanless, che ha un figlio di 15 anni, ha dichiarato che il mondo on line ha creato un nuovo parco giochi per i predatori che cercano di sfruttare minori vulnerabili. “I rischi che i bambini e gli adolescenti affrontano sui social media sono simili a quelli in una discoteca, ed è per questo che riteniamo sia fondamentale porre seria attenzione al problema” e al proposito la NSPCC ha invitato il governo britannico a intervenire con urgenza, spiega il Daily Mail. 

Wanless sostiene che i gestori dei social media non facciano abbastanza per affrontare questioni come l‘abuso sui minori, l’adescamento, espressioni di odio e il cyberbullismo, e chiede standard minimi universali, sanciti dalla legge e applicati da un’autorità di controllo indipendente: account “sicuri” per chi ha meno di 18 anni, impostazioni della privacy più elevate e maggiori controlli su quali contenuti possono vedere; segnalazioni di adescamento e bullismo per salvaguardare la sicurezza dei minori.

“Vogliamo creare un ambiente più simile a un’associazione giovanile che consenta loro di divertirsi on line ma non li esponga a rischi. Attualmente, c’è preoccupazione solo quando un ragazzino viene adescato o si suicida”, afferma Wanless.

Per iscriversi a Facebook gli utenti devono inserire la data di nascita che, ovviamente, può anche essere falsa, e una volta online chiunque può accedere a pagine web esplicite di pornografia e gioco d’azzardo.

Facebook, ma anche altri social come Google e Twitter, in seguito a una serie di suicidi legati al bullismo on line e al timore che i pedofili contattino i minori attraverso i social media, sono sotto crescente pressione affinché prendano maggiori misure di sicurezza rispetto ai minori.

Un nuovo report rivela che c’è un aumento del numero di bambini che denunciano abusi sessuali e bullismo alla Childline, il telefono amico della NSPCC.  Più di 2.100 bambini sono stati consigliati dagli operatori di Childline sullo sfruttamento sessuale sessuale online, che comprende l’adescamento online, le molestie sessuali online e l’attività sessuale esplicita online, in crescita del 44% rispetto all’anno precedente.

In totale, Childline ha fornito 12.248 consulenze in materia di sicurezza e abusi online nel corso dell’anno, di cui 5.103 per cyberbullismo, in crescita del 12% rispetto al 2016.

Il governo britannico ha criticato Facebook e altri siti di social media per non aver intercettato pedofili online o preso adeguate misure. Nel 2016, ben 5.653 reati sessuali nei confronti di minori avevano una componente online: un aumento del 44% sui 3.903 reati registrati l’anno precedente, che comprendevano l’adescamento online a fini di stupro e molestie nonché la partecipazione dei minori a video osceni con la webcam.

Molti adolescenti sono stati convinti a condividere foto e video in cui erano nudi, che poi il pedofilo avrebbe usato per ricattarli. Facebook ha insistito di avere “standard rigorosi” per quanto riguarda la restrizione della promozione di prodotti e servizi a meno di 18 anni e di rimuovere tutte le pagine segnalate di chi viola le regole. Ma ha solo un moderatore per 431.000 utenti.

L’azienda statunitense, che nel primo trimestre del 2017 ha realizzato un boom di ricavi da 8 miliardi di dollari, ha 1,94 miliardi di utenti in tutto il mondo ma solo 4.500 “moderatori di contenuti” che controllano i post. Facebook lamenta di aver sottovalutato la mole di lavoro e, spesso, avuto solo dieci secondi per decidere cosa eliminare poiché è diventato “troppo grande e troppo in fretta” ma ora si è impegnato ad assumere più personale. Twitter, in precedenza ha affermato che immagini o contenuti che incoraggiano lo sfruttamento sessuale saranno rimosse dal sito.

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