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Facebook vieta vendita armi fra privati sui suoi social

NEW YORK – Mani in alto! Qui è vietata la vendita di armi. A parlare è Facebook che ha deciso di bandire le armi sia sul proprio sito che su Instagram, di cui è proprietario dal 2012. Non proprio tutte però. In una nota diffusa dal social network si sottolinea che il divieto riguarda la vendita fra singoli individui ma non quella dei rivenditori autorizzati.

La grana del traffico di armi sul sito di Mark Zuckerberg va avanti da svariato tempo. Il dilemma è lo stesso che attanaglia il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama che della lotta alle armi facili ha fatto una vera e propria crociata.

Negli Stati Uniti, come è noto, il possesso di armi da fuoco è considerato un diritto inalienabile e procurarsele non è poi così complicato. Le numerose stragi susseguitesi negli ultimi anni lo dimostrano ampiamente. Altra cosa però è se quelle armi cominciano ad essere smistate, senza i dovuti controlli, su un mercato da 1,59 miliardi di utenti, 219 milioni dei quali negli Stati Uniti e in Canada. Per finire in mano a criminali o, peggio, adolescenti squinternati.

“Negli ultimi due anni un numero sempre maggiore di persone ha usato Facebook per scoprire nuovi prodotti e per vendere o acquistare prodotti privatamente”, afferma Monika Bickert, responsabile della politica prodotti di Facebook. “Continuiamo a sviluppare, testare e lanciare nuovi prodotti per rendere l’esperienza sul sito ancora migliore e aggiorniamo le nostre politiche per riflettere questa evoluzione”, aggiunge.

Facebook già vieta ai suoi “amici” di offrire marijuana, prodotti farmaceutici e droghe illegali. Ora alla lista si aggiungono anche le armi. Facebook è stata oggetto di una forte pressione da parte dell’amministrazione e dei procuratori generali degli stati americani per fermare il flusso di post su Facebook e di messaggi su Instagram per la vendita di armi, in molti casi senza controlli sul background.


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