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Fieg, Caltagirone lascia, volano stracci con De Benedetti…

ROMA – Fieg, Caltagirone lascia, volano stracci con De Benedetti… Il Gruppo Caltagirone Editore, “dopo 20 anni di partecipazione attiva nella Fieg, ha deciso oggi di abbandonare l’associazione per diversità di vedute in merito al futuro del settore e allo sviluppo dello stesso.

Finisce a pesci in faccia tra grandi editori, con Carlo De Benedetti che accusa pubblicamente Caltagirone di agire per soldi e di non essere motivato dagli “ideali” di Marchionne, nel silenzio impotente del presidente Maurizio Costa. Il Gruppo Caltagirone Editore, “dopo 20 anni di partecipazione attiva nella Fieg, ha deciso oggi di abbandonare l’associazione per diversità di vedute in merito al futuro del settore e allo sviluppo dello stesso. Contestualmente si sono dimessi tutti i rappresentanti del Gruppo ivi compreso il Cav. Francesco Gaetano Caltagirone e Azzurra Caltagirone, vicepresidente dell’associazione”.

Il laconico comunicato del gruppo è in realtà una “bomba”, la defezione di un soggetto che partecipa da solo al 15% del capitale Fieg, il terzo gruppo per importanza. Ma quello Fieg è “un mondo in cui non ci riconosciamo più” sono costretti ad ammettere dal Gruppo Caltagirone. Francesco Spini su La Stampa spiega il casus belli che ha portato al divorzio.

La decisione era nell’aria da tempo ed è maturata dopo la freddezza con cui gli editori hanno accolto l’iniziativa della Caltagirone Editore di applicare al personale non giornalistico (distaccato in tre società di servizi rispettivamente dedicate alla parte amministrativa, di stampa e di marketing) il contratto del commercio anziché quello dei poligrafici, firmato dalla Fieg. Una decisione che ha causato uno sciopero nazionale dei poligrafici ma su cui il gruppo non ha fatto passi indietro. (Francesco Spini, La Stampa)

Fieg: decisione Caltagiorone dopo nostra reazione. “In relazione a quanto comunicato dal Gruppo Caltagirone Editore, la Fieg precisa che la scelta del Gruppo di uscire dalla associazione è conseguente alla decisione del Comitato di Presidenza che, all’unanimità con una sola astensione, aveva invitato le società de Il Messaggero, Il Mattino e de Il Gazzettino a riconsiderare una iniziativa assunta al di fuori non solo delle scelte, ma anche delle logiche associative”. E’ quanto si legge in una nota della Federazione degli editori.

De Benedetti: “Caltagirone fuori da Fieg per soldi”. L’uscita dalla Fieg di Caltagirone “è un problema esclusivamente di soldi e non ha niente a che vedere con le motivazioni che hanno spinto Marchionne a uscire dalla Confindustria”. Così Carlo De Benedetti, presidente del gruppo editoriale L’Espresso, commenta la scelta del gruppo che fa capo all’imprenditore romano di uscire dalla Fieg.

“Azzurra Caltagirone, come vicepresidente della Fieg, per non pagare i contributi al fondo Casella – ha aggiunto De Benedetti a margine di un incontro al Festival della Tv e dei nuovi media- ha deciso di scorporare l’attività dei poligrafici in modo da farli diventare dipendenti della categoria del commercio, andando contro la decisione unanime degli altri editori. È un problema di mancanza di solidarietà all’interno di un’associazione a cui si partecipa liberamente ma anche con qualche impegno che caratterizza essere associati e in più vicepresidente”. Secondo De Benedetti quello di Caltagirone non può essere un precedente.