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Fnsi con Reporter senza frontiere: “Rilasciate Erol Önderoglu”

ROMA – Erol Önderoglu è il rappresentante di Reporter senza frontiere, Rsf, in Turchia che è stato arrestato con l’accusa di “propaganda terroristica” insieme ad altri due intellettuali. La colpa del giornalista è di aver partecipato ad una campagna di solidarietà per sostenere il quotidiano curdo Özgür Gündem. La Federazione nazionale stampa italiana, Fnsi, ha rilanciato l’appello di Rsf per la sua liberazione.

In un comunicato stampa di Raffaele Lorusso e Giuseppe Giulietti, segretario generale e presidente della Fnsi, dichiarano:

“Condividiamo l’iniziativa di Reporter senza frontiere e dei giornalisti ed intellettuali turchi che si sono schierati al fianco di Erol Önderoglu, da sempre difensore dei giornalisti perseguitati – dicono –. È necessario mobilitarsi non soltanto per chiedere il suo immediato rilascio ma anche per far sì che le organizzazioni internazionali e l’Unione europea si mobilitino affinché in Turchia cessino le persecuzioni nei confronti dei giornalisti non allineati e vengano riconosciuti il diritto di cronaca e la libertà di stampa .

A questo proposito, la Fnsi si farà promotrice presso le organizzazioni internazionali dei giornalisti di iniziative per tenere alta l’attenzione sui casi sempre più frequenti di negazione del diritto di cronaca e di persecuzioni nei confronti dei giornalisti, non soltanto in Turchia ma anche in altri Paesi, a cominciare da Iran ed Egitto. Anna Del Freo, segretario aggiunto della Fnsi e membro del Comitato esecutivo della Federazione europea dei giornalisti, ha aggiunto:

“Insieme con le organizzazioni internazionali della professione dobbiamo promuovere iniziative per sensibilizzare le istituzioni dell’Unione europea affinché i temi della libertà di stampa e del diritto dei giornalisti di informare assumano un ruolo centrale nei negoziati con la Turchia. Proporremo che la prima di queste iniziative si faccia a Milano insieme con i rappresentanti delle federazioni europea e internazionale dei giornalisti e alla presenza dei colleghi turchi che lavorano in Italia”.