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Fnsi: “Legge riforma editoria? Va approvata in tempi brevi”

ROMA – Il sindacato dei giornalisti Fnsi ha accolto in modo positivo la legge di riforma dell’editoria, ma chiede al Senato di accelerare i tempi affinché venga approvata a breve. Raffaele Lorusso e Giuseppe Giulietti, segretario generale e presidente della Fnsi, nel corso dell’audizione in commissione Affari costituzionali del Senato hanno espresso la necessità di

“chiudere velocemente i processi di ristrutturazione aziendale ancora in corso e di porre le basi per una ripresa stabile e duratura del mercato e dell’occupazione”.

In una nota diramata dalla Fnsi dopo l’audizione in commissione Affari costituzionali del Senato di Lorusso e Giulietti, si legge:

“Il tempo – hanno detto – non è una variabile indipendente. Il settore, duramente provato da sette anni di recessione, ha bisogno di interventi strutturali e di norme più adeguate di quelle attualmente in vigore, che risalgono al 198. È necessario – hanno spiegato – rafforzare il regime delle provvidenze pubbliche all’editoria per salvaguardare il pluralismo dell’informazione e l’occupazione. È però indispensabile condizionare il riconoscimento dei contributi non soltanto al rispetto degli obblighi previdenziali, ma anche alla dimostrazione da parte delle aziende di aver adempiuto regolarmente agli obblighi retributivi previsti dai contratti collettivi e dagli accordi in materia di lavoro autonomo”.

Segretario generale e presidente hanno anche precisato che, qualora il Parlamento, nella sua autonomia decisionale, dovesse prevedere emendamenti alla proposta di legge, la Fnsi auspicherebbe un intervento per definire precise norme quadro su concentrazioni editoriali, antitrust, trasparenza degli assetti proprietari e definizione del sistema integrato delle comunicazioni. I rappresentanti del sindacato dei giornalisti hanno anche rappresentato la necessità che il Senato riprenda e concluda in fretta l’esame della proposta di legge di riforma del reato di diffamazione a mezzo stampa e recepisca le linee di indirizzo contenute nella relazione della commissione Antimafia sulla tutela dei cronisti minacciati.