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Fnsi, presidio davanti alla Procura di Salerno per la libertà di stampa

ROMA – Un presidio per promuovere la libertà di stampa è stato organizzato dalla Federazione nazionale della stampa italiana, Fnsi, il 3 ottobre davanti alla Procura di Salerno. Il sindacato dei giornalisti ha protestato contro il sequestro del cellulare della giornalista Rosaria Federico, che scrive per La Città di Salerno. Una manifestazione che si è svolta in contemporanea alla perizia sul telefono della giornalista.

In una nota la Fnsi spiega che il sindacato ha voluto manifestare la sua solidarietà alla collega e protestare contro ogni forma di censura e in difesa della libertà di stampa. Al fianco di Rosaria Federico in piazza c’erano anche i vertici del Sugc, Claudio Silvestri, Armando Borriello e Antonio Prigiobbo, il consigliere nazionale della Fnsi, Gerardo Ausiello, i giornalisti de “La Città”, con il direttore Stefano Tamburini, e i colleghi di tutte le testate. Presente anche il presidente dell’Ordine della Campania, Ottavio Lucarelli.

Dopo essere arrivati davanti alla Procura di Salerno, i cronisti hanno srotolato uno striscione che invoca l’articolo 21 della Costituzione e al termine del presidio è stato chiesto un incontro con il procuratore Corrado Lembo, che ha rifiutato perché impegnato in una riunione. Anche Giuseppe Giulietti, presidente della Fnsi, ha fatto visita a La Città di Salerno, che da sabato 1° ottobre è in sciopero per le delicati e gravi vicende che riguardano il cambio di proprietà. Nella nota della Fnsi si legge:

“Giulietti, anche a nome del segretario generale Raffaele Lorusso e di tutta la giunta della Fnsi, ha espresso la vicinanza attiva del sindacato dei giornalisti italiani, che ha messo a completa disposizione della redazione il pool di professionisti e legali guidati dalla professoressa Marina Castellaneta.

«Quella del sequestro del cellulare – affermano il segretario generale e il presidente della Fnsi – non è una vicenda che riguarda solo Salerno. Sono in atto, in vari luoghi e in vari modi, azioni per disattivare il segreto professionale compromettendo il libero esercizio del diritto di cronaca. Di questa questione investiremo il ministero della Giustizia e quello dell’Interno». Intanto, sul caso è già stato presentato un esposto al Csm”.