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Gianluca Vacchi, Mirko Scarcella: “Così ho inventato mister Enjoy”

Gianluca Vacchi (foto Instagram)

Gianluca Vacchi (foto Instagram)

ROMA – Intervistato dal Giorno, Mirko Scarcella, l’uomo che sta dietro il successo di Gianluca Vacchi sui social, spiega come si diventa una star di Instagram.

Come Gianluca Vacchi?
«Quando abbiamo iniziato con lui, circa cinque anni fa, aveva duemila follower. Ha raggiunto i risultati che sappiamo grazie al nostro modo di lavorare. Ma anche lui si è molto dedicato».
Come mai non lavorate più per lui?
«Perché abbiamo raggiunto il massimo che potevamo dare».
Quanti clienti avete adesso?
«Tredici, di cui otto molto molto molto famosi. Sono tutti stranieri, lavoriamo a livello internazionale. E nessuno sa degli altri, a meno che non se lo dicano tra loro: funziona col passaparola».
Come si costruisce un personaggio su Instagram?
«Prima gli chiediamo dove vuole arrivare. E di metterci del suo: interagire, attenersi al personaggio creato sui social».
Perché è distante dalla realtà?
«Non sempre, ma spesso. Alcuni sono se stessi perché funzionano. Il cliente deve capire quali fan desidera, e deve avere disponibilità economica, per fare le cose che vogliamo mostrare».
Funziona mostrare il lusso?
«Se è un personaggio che conoscono anche i muri funziona il contrario. Ma se è sconosciuto assolutamente sì, è quello che la gente vuole vedere. E siamo noi a decidere quello che mostra, e quando: a volte si vede in una settimana il lavoro di un giorno».
Qualche follia?
«Quest’estate abbiamo lavorato per il pokerista Dan Bilzerian, in vacanza su uno yacht nel Mediterraneo: ha noleggiato un elicottero per andare a Ibiza, solo per scattare una foto che poteva portare visualizzazioni».
L’obiettivo sono i follower?
«È la prima misura del nostro lavoro: chi ne ha milioni deve crescere di almeno 30-40mila al giorno, altrimenti non c’è viralità. Per ottenere questi risultati ci affidiamo a professionisti e tecniche informatiche sofisticate».
Cioè non comprate i follower?
«Assolutamente no, nessuna grande azienda lo fa. Questi siti che vendono like, o visualizzazioni su YouTube, non portano risultati: sono utenti boot, finti, generati solo a questo scopo. Non danno visibilità, il consenso vero».
Un like ha valore solo se c’è dietro una persona?
«Corretto. E Instagram ha informatici che lavorano per combattere questo fenomeno».
Quindi cosa utilizzate?
«Algoritmi per boostare un post, fare in modo che una foto finisca in determinati circuiti. Su Instagram si registra oltre un milione di persone al giorno, la nostra forza è rendere i clienti visibili. Poi è l’utente che decide se mettere like, se seguire. Un altro dei nostri servizi, siamo stati tra i primi al mondo, è la gestione dell’account h 24: su Instagram cresci se lo usi, abbiamo a ogni ora qualcuno che mette like e commenti in base a cosa piace al personaggio».
Ma lei Scarcella che mestiere fa?
«Me lo chiede sempre anche mia madre… Sulla carta d’identità vorrei scritto: Visionario del web».
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