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Giorgio Scerbanenco, concorso letterario in memoria del maestro del noir all’italiana

Giorgio Scerbanenco, torna il concorso dedicato al maestro del noir all'italiana

Giorgio Scerbanenco, torna il concorso dedicato al maestro del noir all’italiana

LIGNANO SABBIADORO – Torna per il terzo anno consecutivo il premio [email protected], il concorso letterario patrocinato dal quotidiano Il Messaggero Veneto e dedicato al maestro del noir all’italiana. Giorgio Scerbanenco, milanese di adozione ma di origini ucraine, è lo scrittore che ha riabilitato il genere poliziesco in Italia, affrancandolo da cliché e stilemi di stampo anglosassone e americano.

E’ considerato il punto di riferimento ideale da molti giallisti italiani. Uno fra tutti, Carlo Lucarelli, ha ammesso di aver scritto il suo primo romanzo giallo da ragazzino, dopo aver letto “I ragazzi del massacro”. Scerbanenco fu uno scrittore incredibilmente prolifico e versatile: ha spaziato in quasi tutti i generi, dal western alla letteratura rosa, ma è con i gialli che ha trovato la propria cifra stilistica e anche una discreta fama. Insomma, una vera e propria raffica di talento e inventiva.

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Il suo tratto essenziale era la semplicità: il ritmo incalzante dei suoi noir era caratterizzato da una visione cinica della realtà, mista a un cupo tenore giornalistico. I suoi libri offrono anche uno spaccato umano e amaro dell’Italia degli anni Sessanta. Un’Italia difficile, spesso contraddittoria, persino cattiva e disincantata. Ben lontana dall’immagine edulcorata e gioviale del boom economico.

Il concorso di Lignano a lui dedicato scade l’8 luglio. Entro quella data bisogna consegnare il proprio racconto: 10 mila battute, spazi inclusi. E’ aperto a tutti, Adulti e Ragazzi (fino a 14 anni). Gli elaborati devono essere spediti all’indirizzo email: [email protected]. Senza dimenticare di indicare, nome, cognome, indirizzo e numero di telefono dell’autore. Vietati gli pseudonimi. Due giurie dedicate, una per categoria, esamineranno gli elaborati e sceglieranno i tre racconti migliori che saranno pubblicati sul Messaggero Veneto. E’ previsto anche un premio in denaro di 500 euro per il primo classificato.

Entrambe le giurie saranno presiedute da Cecilia Scerbanenco, figlia del maestro. Di seguito riportiamo un breve stralcio della sua intervista al Messaggero Veneto in cui ripercorre il genio del padre:

Tra tutte le opere di suo padre, ce n’è uno che preferisce più di tutti? 

Il mio preferito è un racconto: si intitola “Al mare con la ragazza” (1973, edito da Garzanti). E’ un ottimo esempio di commistione tra il genere noir e il rosa. Questo racconto precede il ciclo di noir che è seguito e a cui è ancora associato.

Dalle opere di Scerbanenco sono stati tratti numerosi film: li ha visti tutti? Ce n’è uno che secondo lei è più fedele alla visione letteraria di suo padre?

Li ho visti quasi tutti. Secondo me il regista che più ha colto l’anima di mio padre è stato Ferdinando di Leo (il regista ha adattato I ragazzi del massacro e Milano calibro 9. I film sono usciti rispettivamente nel 1969 e nel 1972). Lo stesso Di Leo si è definito la persona più lontana da mio padre ma secondo me invece lo ha capito meglio di tutti, nonostante i film presentino qualche deviazione dalla trama del libro.

Scerbanenco amava scrivere in solitaria o era solito coinvolgere la famiglia nel suo processo creativo?

Era uno scrittore professionale: scriveva nel suo studio. Faceva leggere i suoi lavori a nostra madre: il suo parere contava.

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