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Governo, regalo alla Rai: Fazio, Vespa, Clerici… possono continuare a guadagnare milioni

Governo, regalo alla Rai: Fazio, Vespa, Clerici... possono continuare a guadagnare milioni

Governo, regalo alla Rai: Fazio, Vespa, Clerici… possono continuare a guadagnare milioni

ROMA – Governo, regalo alla Rai: Fazio, Vespa, Clerici… potranno continuare a guadagnare milioni. Le star della tv pubblica, da Fabio Fazio a Antonella Clerici, da Bruno Vespa a Carlo Conti, possono star tranquilli: nessuno toccherà i loro contratti milionari, il tetto da 240mila euro annui imposto a tutti i dirigenti delle società pubbliche non si applica agli “artisti”. Parola del Governo, in particolare del Ministero dello Sviluppo economico che ha inviato una lettera di chiarimenti alla Rai.

Esulta anche il cda della Rai che, senza un parere dell’azionista di maggioranza, cioè il Tesoro, non se l’era sentita di consentire questa deroga per i vip della conduzione televisiva, temendo ritorsioni legali e soprattutto maxi risarcimenti in solido per danni erariali. Alla fine la sponda governativa è arrivata.

I contratti di prestazione artistica non sono inclusi nel perimetro di applicazione del limite ai compensi Rai previsto dalla legge. E’ quanto precisa la lettera inviata dal Mise (Sviluppo economico) alla Rai, nella quale si richiama il parere della Avvocatura dello Stato. Il Ministero precisa che ciò non esonera la Rai dal dovere di individuare i criteri per la determinazione della prestazione artistica e i meccanismi per la determinazione delle retribuzioni, anche in relazione agli obiettivi del piano editoriali.

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Spetta alla concessionaria quindi valutare i singoli casi esentati dal tetto ed è – si precisa ancora – necessaria una sollecita determinazione dei criteri. “E’ arrivata questa mattina dal sottosegretario Giacomelli una lettera che, ad una prima lettura, sembra consentire di trovare una soluzione positiva sul tetto ai compensi degli artisti. La vicenda però dovrà essere discussa in cda ed è in quella sede che si prenderanno le decisioni”, ha confermato il dg Rai Antonio Campo Dall’Orto a margine della presentazione del Giro d’Italia. A naso, l’unico che sembra rischiare è Bruno Vespa, da inserire alla voce giornalista piuttosto che a quella di artista.

Ecco di seguito il testo della lettera firmata dal sottosegretario al ministero per lo Sviluppo Economico Antonello Giacomelli e inviata alla Rai.

“A fronte della vostra richiesta di ‘una interpretazione puntuale’ della norma – si legge – il governo si è tempestivamente attivato, richiedendo in proposito l’autorevole intervento dell’Avvocatura dello Stato. Il parere reso dall’Avvocatura, qui allegato, conferma la piena legittimità della tesi che non include, nel perimetro di applicazione del limite i contratti caratterizzati da prestazioni di natura artistica.

Detto quindi che il parere dell’Avvocatura risolve il tema da voi sollevato, preme ribadire ancora una volta che questo non esonera gli organi di Rai dal dovere, richiamato anche dalle norme della legge 220/2015, di individuare, in un organico piano, criteri e parametri per la corretta e chiara individuazione dei ‘contratti con prestazioni di natura artistica’, dei meccanismi di determinazione della loro retribuzione e del loro valore in relazione agli obiettivi del piano editoriale. La stessa Avvocatura, infatti, in conclusione del parere, sottolinea che ‘si intende che nei casi concreti spetterà ai competenti organi gestionali della Concessionaria valutare, nella propria autonoma responsabilità, se la prestazione abbia effettivamente natura artistica’.

Appare quindi necessaria, considerato anche il tempo trascorso, la sollecita definizione ed approvazione di organici criteri indispensabili sia per indirizzare i processi di gestione in un contesto strategico che per rispondere alla diffusa esigenza di render chiaro il senso ed il valore delle singole scelte.

Insieme al piano industriale, al piano editoriale, agli indirizzi per la politica finanziaria e per quella del personale, questo piano concorrerà a formare il “quadro di piani e direttive” a cui secondo l’ordinamento la gestione deve far riferimento nella propria azione”.

 

 

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