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Intercettazioni, Fnsi: no a carcere per giornalisti e basta querele temerarie

ROMA – Intercettazioni, la Fnsi (Federazione nazionale della stampa italiana) chiede l’abrogazione del carcere per i giornalisti che pubblicano stralci di intercettazioni e il contenimento delle querele temerarie, ovvero quelle querele presentate per intimidire e minacciare giornali e giornalisti.

“La delega al governo per definire le norme in materia di intercettazioni salvaguardando la libertà di stampa sia un’occasione di confronto e di condivisione. L’esigenza di tutelare la segretezza delle indagini non può tradursi in un bavaglio alla stampa né può comprimere il diritto dei cittadini ad essere informati”, sottolineano in una nota Raffaele Lorusso e Giuseppe Giulietti, segretario generale e presidente della Fnsi.

“L’esplicito riferimento alla giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell’uomo, da sempre attenta alle esigenze di assicurare ai cittadini un’informazione priva di censure perché pilastro della democrazia, rappresenta – proseguono Giulietti e Lorusso – il presupposto per mettere a punto norme che garantiscano tutti, magistrati, persone coinvolte nelle indagini, giornalisti e cittadini. L’auspicio è che alla ripresa di settembre cominci il confronto con le istituzioni delle categorie interessate, sul quale già in passato il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, si era detto disponibile. Confidiamo, infine, che si arrivi presto all’approvazione di altri due provvedimenti, entrambi da tempo fermi in Senato: l’abrogazione del carcere per i giornalisti, come chiesto dalle istituzioni europee, e il contenimento delle cosiddette “querele temerarie”.