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Israele ammonisce Amazon: “Rimuovete subito i libri negazionisti”

Israele ammonisce Amazon: "Rimuovete subito i libri negazionisti"

ROMA – Israele ammonisce Amazon: “Rimuovete subito i libri negazionisti”. Nel tentativo di contribuire alla lotta contro l’antisemitismo, Yad va-Shem (il Memoriale dell’Olocausto con sede a Gerusalemme) si è rivolto di recente, e non per la prima volta, ad Amazon affinché cessi le vendite di libri che neghino la Shoah, o che la banalizzino. Lo ha detto al Jerusalem Post Robert Rozett, direttore delle biblioteche del Museo dell’Olocausto di Gerusalemme. ”Già da molti anni – ha affermato – la letteratura che nega l’Olocausto è recuperabile liberamente su Amazon.

Molti titoli sono accompagnati da critiche entusiastiche di lettori e da consigli di approfondimenti dello stesso stile”. In seguito al diffondersi di episodi di antisemitismo nel mondo, Rozett ha scritto al numero uno di Amazon, Jeff Bezos, per chiedergli nuovamente di “rimuovere i libri che negano, distorcono o banalizzano l’Olocausto”.

La libera discussione di idee è essenziale nei sistemi democratici, ha riconosciuto Rozett, “ma facilitare la disseminazione di idee cariche di odio è quanto meno irresponsabile”. Secondo Yad va-Shem, Amazon – così come altri operatori sul web – “non può esimersi dalle proprie responsabilità”.

L’accusa di Rozett, e di Israele, è quella di non filtrare i contenuti negazionisti nei paesi dove confutare l’Olocausto non è reato, come per esempio negli Stati Uniti e nel Regno Unito. Il quotidiano israeliano “Times of Israel” ha riportato alcuni titoli palesemente negazionisti che, almeno fino a qualche ora fa, erano ancora disponibili e in vendita negli Usa e altri paesi, come “Did Six Million Really Die?” (“Sono davvero morte sei milioni di persone?”) di Richard Harwood, oppure “The Six Million: Fact or Fiction?” (“Sei milioni: verità o finzione?”) di Peter Winter e la versione inglese de “Il mito dello sterminio ebraico” del negazionista italiano Carlo Mattogno. Alcuni di questi libri hanno svariati commenti e recensioni che addirittura “lodano il loro lavoro”. (Antonello Guerra, La Repubblica)

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