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La confessione del fondatore di Twitter: “Scusateci per vittoria Trump”

La confessione del fondatore di Twitter: "Internet non funziona. Scusateci per Trump"

La confessione del fondatore di Twitter: “Internet non funziona. Scusateci per Trump”

WASHINGTON – Il cofondatore di Twitter Evan Williams ha chiesto pubblicamente scusa in un’intervista al New York Times per il contributo che il social media potrebbe aver dato alla vittoria elettorale di Donald Trump.

“E’ stata un brutta cosa, perché senza Twitter molto probabilmente non sarebbe diventato presidente”, ha detto Williams: “Mi dispiace”. Lo stesso presidente americano alcune settimane fa ha affermato che senza Twitter a quest’ora non avrebbe conquistato la Casa Bianca.

Lo stesso presidente americano alcune settimane fa ha affermato che senza Twitter a quest’ora non avrebbe conquistato la Casa Bianca. Trump ha 30 milioni di follower sul suo account personale e viene criticato per il fatto che comunica tramite Twitter, scavalcando spesso i media tradizionali. Non solo. Il presidente Usa ne fa un uso massiccio, tant’è che è stato recentemente affrontato dai suoi consiglieri, riporta il Wall Street Journal, che lo hanno messo in guardia dai rischi che questa attitudine potrebbe comportare.

Il Wall Street Journal racconta come alcuni dei più stretti consiglieri di Donald Trump giorni fa abbiano affrontato il presidente americano per metterlo in guardia dall’uso senza freni del social media e convincerlo a ‘tagliare’, se non a eliminare del tutto, i suoi ripetuti attacchi.

Continuare a ‘sparare’ tweet incendiari senza alcun filtro – il monito dei collaboratori del tycoon – rischia di mettere il presidente “in un angolo”, sia politicamente che legalmente. Come dimostrato dalla vicenda dei tweet contro Barack Obama, accusato da Trump di averlo fatto intercettare nella Trump Tower di New York, dove si trova la residenza personale del presidente.

La ‘tirata’ non sembra però aver avuto grandi effetti, almeno fino ad oggi, con Trump che, scavalcando ogni canale ufficiale, ha continuato ad affidare i suoi umori proprio a Twitter, compreso sui delicatissimi sviluppi del Russiagate e sul caso dell’ex direttore dell’Fbi James Comey licenziato in tronco dal presidente.

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