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Lega Nord vende Radio Padania a un calabrese

BERGAMO – Conti in rosso per la Lega Nord che, dopo Tele Padania (chiusa nel 2014) e la Padania (2015), è costretta a vendere l’ultimo pezzo dell’impero mediatico costruito dal fondatore Umberto Bossi. Il leader del Carroccio, Matteo Salvini, ha infatti dato il via libera alla cessione della concessione nazionale di Radio Padania Libera. Ma quel che fa più scalpore è la scelta dell’acquirente: finirà infatti nelle mani di un calabrese (sic!). Si tratta di Lorenzo Suraci, patron di Rtl 102.5, nato a Vibo Valentia: da 40 anni imprenditore attivo a Bergamo.

La notizia, rivelata mercoledì 19 ottobre dal quotidiano Italia Oggi, è subito rimbalzata sui social dove fioccano i commenti ironici. “Dio c’è e consuma ‘nduja”, oppure “Chi disprezza si fa comprare”. Ironie a parte, Radio Padania Libera non chiude: resterà comunque la voce della Lega Nord, ma dovrà rinunciare ad avere una presenza nazionale, conservando la presenza sulle frequenze locali delle regioni del Nord.

Un duro colpo per Matteo Salvini, che era stato a lungo direttore dell’emittente e che oltretutto negli ultimi tre anni ha già licenziato gran parte dei dipendenti della sede di via Bellerio e chiuso il quotidiano La Padania, sostituendolo di fatto con il blog battezzato Il Populista. La principale motivazione sono i problemi di cassa molto sostenuti.

Giulio Centemero, presidente della cooperativa Radio Padania, commenta: “Nell’ottica di un rilancio di Radio Padania, consapevoli che il futuro corre anche sulle nuove tecnologie di diffusione, abbiamo deciso di sottolineare la nostra peculiarità di radio locale, senza aiuti di Stato e soggetta a logiche di mercato comuni a tutte le emittenti”. Centemero riferisce fra l’altro della scelta “di coprire tutto il territorio nazionale puntando anche sul digitale radiofonico e il digitale terrestre televisivo che, grazie al canale 740, permette la ricezione di Radio Padania anche nelle aree che con il segnale Fm non potevamo raggiungere”.