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L’Unità, via ai licenziamenti collettivi. Fnsi: “Atto grave”

L'Unità, via ai licenziamenti collettivi. Fnsi: "Atto grave"

L’Unità, via ai licenziamenti collettivi. Fnsi: “Atto grave”

ROMA – L’Unità pronta a dare il via ai licenziamenti collettivi. Fnsi condanna: “Atto grave. La nuova proprietà dell’Unità, smentendo gli impegni assunti soltanto pochi mesi fa con la redazione e con la Federazione nazionale della stampa italiana di sostenere l’impresa editoriale e il suo sviluppo, starebbe per aprire una procedura di licenziamenti collettivi senza prendere in considerazione le soluzioni alternative previste dalla legge”.

“È gravissimo che il gruppo Pessina e il Partito democratico ritengano di abbandonare lo storico quotidiano fondato da Antonio Gramsci a un destino di contrazione occupazionale e perdita di peso politico ed editoriale – prosegue Fnsi – Il sindacato dei giornalisti si schiera al fianco dei colleghi impegnandosi a tutelare in ogni sede i livelli occupazionali e il patrimonio culturale e professionale da loro rappresentato.

“La situazione all’Unità precipita”. Lo rende noto invece il cdr dell’Unità, spiegando che “in modo assolutamente unilaterale l’amministratore delegato, Guido Stefanelli (attraverso una delegata dell’azienda Pessina), oggi ha annunciato di voler dare il via a licenziamenti collettivi senza ammortizzatori sociali, anziché proseguire nella trattativa con il sindacato per la trasformazione di articolo 1 in articoli 2”. “Licenziamenti ai quali – prosegue il cdr – il direttore Sergio Staino ha detto volersi opporre fermamente”.

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Sergio Staino, direttore responsabile del quotidiano,  durante una conferenza stampa alla quale hanno partecipato i componenti del comitato di redazione e Andrea Romano, condirettore e deputato del Pd, ha detto:

 “Il Pd, socio di minoranza dell’Unità con il 20% delle quote, faccia sentire la sua voce. In questi quattro mesi della mia direzione, dopo un incontro gioioso con il segretario del partito, Matteo Renzi, non ho visto più nessuno”. Staino, che appoggia lo sciopero indetto dai suoi giornalisti, chiede che Renzi ora “dica qualcosa su cosa vuole fare di questo giornale”.

Il direttore ha anche ricordato vicende spiacevoli registrate in queste settimane, come il duro ‘no’ alla distribuzione delle copie del giornale alla Leopolda o il rifiuto di Renzi, ancora presidente del Consiglio, a partecipare a un forum organizzato dal quotidiano:

“Mi disse che ero un ‘brand’, lo ringrazio. Ma se un brand non lo sostieni non serve a molto”.

Anche il Cdr chiede un intervento diretto di Matteo Renzi:

“Vogliamo in incontro in tempi urgenti. E’ stato lui a volere la riapertura del giornale. Vogliamo sapere cosa ne pensa di questa vicenda e quanto interessa ancora al Pd che l’Unita’-á viva. Vogliamo sapere se gli e’ utile. Se non c’e’ una risposta, possiamo vincere anche al Superenalotto, ma questo giornale non avra’ futuro”. Il Pd, continuano i rappresentanti dei cronisti, “utilizzi i prossimi 30 giorni per verificare la possibilita’ di nuovi ingressi di soci in grado di gestire un’azienda editoriale”.

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