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Misna, agenzia missionaria chiude. Fnsi si appella alla Cei

ROMA – Non vanno in porto gli ultimi tentativi di salvataggio della Misna, l’agenzia di stampa che, grazie alla collaborazione dei missionari, forniva notizie dal Sud del mondo. “Non sono bastati gli appelli e le manifestazioni di solidarietà giunte nelle ultime settimane – fa sapere la redazione – anche l’estremo tentativo di salvare la testata, grazie al contributo e a una soluzione sostanziale proposta dalla Cei, è stato fatto naufragare”. I rappresentanti delle congregazioni, socie dell’agenzia, non hanno trovato l’accordo per proseguire l’attività. E così a essere spenta è una voce fondamentale per le notizie che arrivano da paesi in cui la presenza dei media “tradizionali” è spesso nulla.

La Federazione Nazionale della Stampa, nel ricevere la notizia ha sia espresso la solidarietà ai colleghi sia un appello ai vescovi della Conferenza Episcopale Italiana:

“Siamo solidali con la redazione dell’agenzia Misna e ci mettiamo a completa disposizione loro e dell’Associazione Stampa Romana per qualsiasi iniziativa si renderà necessaria”. Lo affermano in una nota Raffaele Lorusso, segretario generale, e Giuseppe Giulietti, presidente della Federazione nazionale della stampa italiana.

“Ma al di là degli aspetti contrattuali e sindacali – osservano Lorusso e Giulietti – non vogliamo e non possiamo credere che, in un momento in cui questo pontefice, papa Francesco, richiama ogni giorno e in ogni modo l’attenzione sulle periferie oscurate, si possa chiudere un’agenzia che storicamente è nata e si è distinta per la sua capacità di illuminare proprio le terre dimenticate. Una voce che è l’emblema stesso della capacità di rappresentare mondi e continenti spesso sconosciuti”.

“Ci auguriamo – concludono segretario generale e presidente della Fnsi – che ci sia un ripensamento all’interno delle quattro famiglie missionarie che sono gli editori dell’agenzia e ci sia anche un deciso intervento della Conferenza episcopale italiana per impedire che si arrivi al paradosso di oscurare l’agenzia che ha dato luce e voce in questi anni a tante periferie dimenticate”.