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Rai, Franco Siddi: “Compensi milionari solo se convenienti e autorizzati”

Rai, Franco Siddi: "Compensi milionari solo se convenienti e autorizzati"

Rai, Franco Siddi: “Compensi milionari solo se convenienti e autorizzati”

ROMA – “Questa lettera aiuta a fare chiarezza sul perimetro di applicazione dei tetti ai compensi per gli artisti, ma non ci sono forzieri da aprire per pagare milioni, semmai obblighi parametrati ai valori del servizio pubblico, delle prestazioni professionali e della sostenibilità aziendale anche in relazione al sistema dei conti pubblici”. Lo afferma il consigliere d’amministrazione della Rai, Franco Siddi, commentando la lettera ai vertici di viale Mazzini con cui il sottosegretario allo Sviluppo economico con delega alle comunicazioni, Antonello Giacomelli, apre alla deroga partendo dal parere dell’Avvocatura generale dello Stato.

“La Rai può con maggiore certezza progettare i suoi programmi e i suoi palinsesti, sapendo però che deve adempiere a degli obblighi precisi: fare un autoregolamentazione, stabilire dei parametri di base con flessibilità sostenibili, trasparenti e adeguatamente motivate”.

Per quanto riguarda il Cda, che “sulla materia sarà chiamato ad esprimersi con atti deliberativi di carattere strategico, occorrerà ottenere dalla direzione generale e dalle sue strutture – osserva Siddi – la definizione del lavoro artistico e la mappa di chi sta entro quest’area, con quali pesi possibili e con quali misure. Amaramente dovrei dire che la lettera di Giacomelli conferma quanto da tempo sostenevo circa la necessità di dotarci comunque di una linea di politica remunerativa, con le giuste flessibilità per la natura dell’azienda e del servizio che deve assicurare”.

“Sia la lettera del sottosegretario sia la nota dell’Avvocatura – aggiunge il consigliere – fanno dei riferimenti puntuali al tetto per i dipendenti Rai, ai quali resterebbe vietato di avere compensi superiori ai 240mila euro anche se la prestazione fosse artistica. In ogni caso, credo che ci sia il tempo per una gestione meno affannata della problematica. Mi pare che comunque dal governo arrivi un oggettivo segnale di considerazione all’azienda prescindendo dalle persone e dai personaggi”, conclude Siddi.

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