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Rai, tetto stipendi a 240mila euro: a rischio le fiction, da Montalbano in giù

Rai, tetto stipendi a 240mila euro: a rischio le fiction, da Montalbano in giù

Rai, tetto stipendi a 240mila euro: a rischio le fiction, da Montalbano in giù

ROMA – Rai, tetto stipendi a 240mila euro: a rischio le fiction, da Montalbano in giù. “Al momento siamo fermi alla delibera del cda che entrerà in vigore entro aprile. Non ci sono novità e se ci saranno, dovranno venire dall’esterno dell’azienda”. Lo ha detto il dg Rai Antonio Campo Dall’Orto rispondendo a una domanda sull’applicazione del tetto di 240 mila euro agli stipendi degli artisti. Dall’Orto e Maggioni, dg e presidente, aspettano un segnale dal Tesoro: loro si sono cautelati insieme al cda ma senza un intervento normativo che consenta almeno agli artisti di guadagnare di più tutti i programmi più seguiti sono a rischio.

Per esempio le fiction, le serie in rampa di lancio come “Rinascimento”, o quella su Elena Ferrante, fino al campione di ascolti Montalbano. Soprattutto dopo che la nuova convenzione che stabilisce criteri e obiettivi del sevizio pubblico ha impegnato la Rai a produrre e co-produrre opere di qualità da vendere anche sui mercati esteri. Bello e un po’ generico il principio ispiratore di sostegno Rai all’industria dell’audiovisivo: perché, è l’allarme del cda Rai, senza star e artisti famosi che giustamente vogliono essere pagati secondo le logiche di mercato, sarà complicato se non impossibile produrre appunto opere di qualità.

Ma i tecnici del governo temono che il tetto alle retribuzioni possa toccare anche le opere che la televisione pubblica fa sue con il meccanismo del pre-acquisto ( Montalbano della Palomar, per fare l’esempio più illustre). Pre-acquisto significa che Viale Mazzini vuole sapere che cosa ci sarà dentro una fiction, esercitando così il suo controllo editoriale, prima di comprarla. Ora, al momento di firmare il contratto, la Rai ha in mano il parere di una società di consulenza che indica il prezzo giusto per quell’opera. Dunque la tv di Stato “vede” quali siano i costi del prodotto. E può essere costretta a rispettare il vincolo dei 240 mila anche in caso di un semplice pre-acquisto. (Aldo Fontanarosa, La Repubblica)

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