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Rai, tetto stipendi, Governo cerca escamotage per liberare star e artisti

Rai, tetto stipendi, Governo cerca escamotage per liberare star e artisti

Rai, tetto stipendi, Governo cerca escamotage per liberare star e artisti

ROMA – Rai, tetto stipendi, Governo cerca escamotage per liberare star e artisti. Da aprile la Rai, per espressa deliberazione del cda, estenderà anche agli artisti il tetto alle retribuzioni fissato a 240mila euro l’anno che vale per i dirigenti. Una mossa cautelativa quella del cda, poco apprezzata dal Governo che ora deve correre ai ripari per conservare l’appeal pubblicitario dei programmi dell’azienda messo a rischio dalla probabile fuga dei vari conduttori vip, da Fazio a Vespa, da Clerici a Conti, che sono pagati sì con contratti a sei zeri ma che consentono alla Rai di competere sul mercato. E di non regalare senza combattere star e ricavi pubblicitari alla concorrenza.

Di fatto il cda ha messo l’azionista di riferimento con le spalle al muro: deve trovare un escamotage normativo ed in fretta. E senza dar l’idea di utilizzare sotterfugi. Due le strade: un decreto dedicato se non si può sfruttare la finestra della manovra correttiva. Un escamotage, una postilla che escluderebbe dalla soglia dei 240mila euro la categoria degli artisti che un po’ come i calciatori, fanno parte di un mercato tutto loro. La questione è delicata perché impatta su un fronte politicamente sensibile come quello dei super-stipendi: l’opinione pubblica esige tagli a sprechi e privilegi considerati insostenibili di fronte ai comuni mortali che non arrivano a fine mese.

Per questo la mossa del cda è sembrata un cedimento a un populismo che finisce per indebolire un servizio pubblico condannato a perdere la guerra degli ascolti, specie se la nuova convenzione Stato-Rai contenesse davvero altri vincoli sull’affollamento pubblicitario. Tanto per intenderci, una concessione alla piazza o un regalo a Mediaset. Una soluzione a portata di mano potrebbe essere  – segnala Il Messaggero – quella di accollare gli stipendi delle star alle case di produzione, che verrebbero pagate di più visto che non sono previsti tetti.

Carlo Conti, Antonella Clerici, Fabio Fazio, Piero e Alberto Angela, Flavio Insinna, Lucia Annunziata, Massimo Giletti, Michele Guardì e Bruno Vespa sono le star in bilico. Se non interverrà il governo l’unica soluzione resta quella delle società di produzione, le quali potrebbero prendersi a carico il surplus dell’artista, magari facendo pagare di più l’acquisto dei format (lì non ci sono tetti). Facciamo un esempio: Fazio – il cui contratto scade quest’anno – verrebbe stipendiato da Endemol, la società di produzione di Che Tempo Che fa. Anche per Angela e Vespa si potrebbe pagare il pacchetto dei loro programmi, completo dei conduttori, come del resto si è fatto con la Zerostudios per le trasmissioni di Michele Santoro. (Marco Conti, Il Messaggero)

 

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