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Rcs, il giorno del giudizio. Bonomi vs Cairo, ultime stoccate

ROMA – Rcs, il giorno del giudizio. Bonomi vs Cairo, ultime stoccate. Rcs in calo in Borsa nel giorno dell’atteso verdetto per la conquista del gruppo editoriale conteso da Urbano Cairo e la cordata di soci guidata da Andrea Bonomi. Le azioni della casa editrice perdono il 2,6% a 0,91 euro. Forte speculazione anche sul titolo Cairo Communication che alterna flessioni dal 2,20% allo 0,7%, quotando intorno ai 4,33 euro per azione.

Per aderire alle offerte c’è tempo fino alle ore 17:30, in concomitanza con la chiusura del listino milanese. Secondo le previsioni, la comunicazione di Borsa italiana sui risultati è attesa intorno alle 18:30. A ieri sera la cordata di Andrea Bonomi era in vantaggio col 30,3% del capitale, contando anche il 24,7% già detenuto dal veicolo Imh. L’Ops di Urbano Cairo invece era al 22%.

Cairo: “Non voglio solo tagliare costi”. “Non voglio solo tagliare i costi, mi dedicherò a tempo pieno al rilancio dell’azienda cercando anche di aumentare i ricavi, di fare sviluppo. Negli ultimi anni in Rizzoli non hanno lanciato nuovi prodotti, la Gazzetta Tv è stata chiusa dopo poco tempo con perdite importanti”. Lo afferma a Repubblica, Urbano Cairo, fondatore di Cairo Communication, all’ultimo giorno di adesioni alle due offerte concorrenti sul capitale Rcs. Alla domandi su quali aree della Rcs si possono sviluppare, Cairo spiega: “Una priorità è quella del Giro d’Italia che oggi fattura solo 25 milioni contro 110 del Tour de France. Entrambi gli eventi sono visti in più di 160 paesi del mondo e agendo su sponsor, diritti tv e tappe i ricavi del Giro potrebbero aumentare in maniera consistente”. “Non è vero che la gente non vuole più leggere i giornali – aggiunge Cairo -, solo li vuole di maggiore qualità e pagarli di meno. La carta può recuperare lettori ma per mantenere la foliazione bisogna avere più notizie, più idee e rendere la vita più semplice al consumatore”. Sul fatto che dopo tre rilanci a testa si sta valutando Rcs quasi 950 milioni, Cairo osserva: “E’ vero abbiamo alzato la nostra offerta rispetto all’inizio, ma credo si possa creare molto valore ristrutturando e rilanciando Rcs. Il mio piano prevede di raggiungere 170 milioni di Ebitda al 2018 dai 17 del 2015″.

Bonomi: “Sbagliate nozze con tv, serve investitore“. “Ci è stato domandato dalle banche creditrici, tra gli altri, di portare leadership, indipendenza, serenità e capitali in Rcs. Ma anche un piano realistico e coerente con il ruolo di rilievo e le potenzialità del gruppo Rcs, cosa che abbiamo fatto. Ed è per questo quindi che mi permetto di commentare in modo oggettivamente negativo le proposte di Cairo”. Lo afferma, in una intervista a Repubblica, Andrea Bonomi, fondatore di Investindustrial, che si è unito a Mediobanca, Della Valle, UnipolSai e Pirelli per contrastare l’Ops di Cairo su Rcs.

“A Rizzoli – aggiunge – non serve un editore ma un investitore come noi”. Cairo – spiega Bonomi – non ha secondo noi la dimensione per competere efficacemente in un segmento competitivo e complicato come quello in cui opera la7. Aggiungo che le riviste di Cairo seppur ben gestite sono nel segmento dell’editoria fra i più difficili e se si aggiunge che l’Ops ridurrà o eliminerà la cassa è facile capire perché lui vuol fare questa operazione, perchè concentra i suoi messaggi sul valore di Rcs e non della sua azienda e perché dei soci come noi e i nostri partners non ne vedono l’interesse”.

“Non è un mistero che Rcs abbia un problema gestionale importante in Spagna – dice anche Bonomi – e noi siamo le persone giuste per risolverlo perché conosciamo bene la Spagna, avendo fatto molti investimenti importanti in quel paese. Abbiamo inoltre una conoscenza importante del settore sport nel quale Rcs deve costruire una piattaforma europea partendo da Italia e Spagna con brand forti Gazzetta dello Sport e Marca”.