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Rcs, Urbano Cairo sale al 59,69% con migrazioni da Bonomi

MILANO – Urbano Cairo sale al 59,69% di Rcs. Lo si legge in una nota di Borsa Italiana diffusa nell’ultimo giorno di “migrazioni” per di chi aveva sottoscritto l’Opa perdente di Imh – International Media Holding, la newco composta dalla Investindustrial di Andrea Bonomi e dai soci storici della Rizzoli: Pirelli, Mediobanca, Unipolsai e Diego Della Valle.

Del 12,9% che aveva consegnato le azioni alla cordata Bonomi, Della Valle, Pirelli, il 10,89% ha esercitato il diritto a cambiare offerta verso la vincente Cairo Communication. Oggi, 28 luglio, scadeva il periodo di adesione.

Intanto, sul percorso che ha portato l’editore Urbano Cairo al comando di Rcs si pronuncerà anche la Procura di Milano. L’apertura di un’inchiesta era attesa, quasi scontata, dopo l’esposto presentato dalla cordata perdente. Al momento il fascicolo è senza indagati e senza ipotesi di reato.

Per un breve lasso di tempo, c’è chi si era illuso che la guerra fra le due offerte, l’opas di Cairo e l’opa della Imh, si fosse chiusa il 15 luglio, dopo la diffusione del comunicato della Borsa sull’esito delle adesioni: 48,8% per l’editore de La7 contro il 37,7% per Bonomi&Co. Quella sera, Cairo non aveva ancora finito di stappare lo Champagne, che gli sconfitti gli avevano già fatto le “congratulazioni”, augurando pure “un prospero futuro a Rcs”. Insomma, sembrava che la partita fosse chiusa: “Nessuna ripicca”, rassicuravano il giorno dopo “quelli di Imh”.

Ma il fair play è durato poco più di un week end. Il 20 luglio, Della Valle ha annunciato che avrebbe dato battaglia: “Richiederò a tutte le autorità competenti di essere rassicurato, e con me tutto il mercato, sul fatto che tutto si sia svolto nel rispetto delle regole”. Nei giorni successivi sono arrivati gli esposti, prima alla Consob e poi in Procura.

A scanso di equivoci, e per rassicurare mercato e azionisti, l’organo di controllo si è pronunciato dopo poche ore, spiegando che non sussistono “i presupposti per la sospensione cautelare dell’offerta Cairo”. La Consob ha validato il cammino di Cairo in Rcs, pur riservandosi la possibilità di poter svolgere altri accertamenti. Toccherà ora alla Procura sgomberare il campo da ogni dubbio. I tempi non saranno altrettanto brevi, però. Le indagini penali seguono percorsi solitamente più articolati. Chi ha parlato con l’editore de La7, comunque, dice che è molto tranquillo, che questa iniziativa dei magistrati non l’ha sorpreso, che era attesa, dopo gli esposti.

Fuori dalle aule e al di là delle marche da bollo, l’ingresso di Cairo in Rcs è ormai conclamato. Con la migrazione della azioni dall’Opa perdente alla sua offerta, Cairo ha raggiunto il 59,69% del capitale di Rcs. Manca ora il passaggio formale con la “presa” del cda. Le strade sono due, o le dimissioni di quattro degli attuali consiglieri, con la cooptazione di altri quattro graditi a Cairo, o la convocazione di un’assemblea. Quest’ultimo passaggio, però, implicherebbe tempi più lunghi. E chi segue da vicino il dossier scommette sulla prima ipotesi. Comunque, per capire come andrà a finire non c’è da attendere troppo: il 3 agosto è in programma il Cda per la semestrale.