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Roaming, attenzione ai rischi in mare e in certi Paesi

Roaming, attenzione ai rischi in mare e in certi Paesi

Roaming, attenzione ai rischi in mare e in certi Paesi

ROMA – Vacanze in arrivo, attenzione al roaming. Perché se è vero che nei Paesi dell’Unione europea è stato abolito, i rischi restano comunque in agguato dove meno ce lo si aspetta. Come sui traghetti che portano in Sardegna, o in Paesi piccoli e vicini come la Svizzera, San Marino o la Repubblica Turca di Cipro Nord.

 

I rischi arrivano da internet: non basta più non telefonare per non spendere. Adesso, con la connessione sempre attiva anche quando non usiamo concretamente il telefono, si rischia di vedersi addebitati costi anche molto importanti a causa della connessione dati automatica, quando non disattivata.

Anche perché, sottolinea Sandra Riccio su La Stampamolte compagnie telefoniche,

per far fronte alla liberalizzazione che porterà meno introiti nelle loro casse, hanno alzato le tariffe e ritoccato verso l’alto la bolletta di molti utenti. Non importa se andremo in vacanza all’estero. Molti di noi pagheranno comunque di più per il telefono.

Il quotidiano torinese fa anche l’esempio di Wind: 

Da metà luglio ha rimodulato i prezzi verso l’alto da un minimo di 1,5 euro a un massimo di 2 su alcune tariffe. Altri operatori si erano mossi già molti mesi prima e avevano rivisto alcuni costi. «Le compagnie non hanno atteso l’addio al roaming – dice Pietro Moretti dell’Aduc – hanno parato il colpo in arrivo con anticipo».

Ma le sorprese non finiscono qui. Perché in mare, per esempio, si possono ricevere addebiti senza che nemmeno ce ne accorgiamo. Racconta Riccio:

È quel che è capitato a Fabio, salpato per la Sardegna con la famiglia pochi giorni fa. Una volta a bordo del traghetto è andato subito a dormire insieme a tutto il resto del gruppo. La mattina seguente, i crediti di tutti erano sottozero. Nella notte – dopo l’una – era arrivato l’sms che annunciava l’attivazione della tariffa Tim Nave dal costo di 1,8 euro per 100 Kb. Sempre nella notte i loro telefoni, anche se in stand by, hanno continuato ad aggiornare e scaricare dati. Così hanno finito per svuotare il conto di tutti gli smartphone della famiglia.  Il motivo? È che in alto mare, su alcuni traghetti, scattano i collegamenti satellitari che sono ben più costosi. Le tariffe lontano dalla costa sono gestite da società diverse dai gruppi italiani del telefono che poi si rifanno sulle compagnie.

L’associazione dei consumatori Aduc ricorda però che “se gli importi scalati per l’uso di Internet superano i 50 euro deve scattare il blocco della rete. In alternativa l’utente può chiedere indietro la differenza. Può inoltre chiedere di essere risarcito se non è stato avvisato per tempo dell’attivazione della nuova tariffa, sia voce sia dati”.

Ma non è solo Wind a far pagare cara la comunicazione in mare.  Vodafone applica 3 euro al minuto per ogni telefonata effettuata e 1,75 per quelle ricevute.

Ci sono poi Paesi molto vicini, come la Svizzera, il Montenegro o l’Albania, che non fanno parte dell’area franca dal roaming. Quindi se non si disattiva il roaming si rischiano bollette salate.

 

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