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Sgarbi, il sadomasochismo di chiamarlo sempre in tv

Sgarbi, il sadomasochismo di chiamarlo sempre in tv

Sgarbi, il sadomasochismo di chiamarlo sempre in tv

ROMA – Sgarbi Vittorio, professione…tante. Critico d’arte, a tempo perso politico e di certo ospite seriale in televisione, in tutte le televisioni. Qualcuno dice anche polemista che, se proprio un mestiere non è, di certo è diventato un ruolo fisso nella commedia pubblica e un modo per guadagnarsi da vivere. Qualcun altro, più colto e più acido, dice di Sgarbi Vittorio che è un D’Annunzio in miniatura una caricatura nana del “vate” che appitonava gli italiani un secolo fa. Oggi Sgarbi li intrattiene, eccitandoli se ce la fa.

Sgarbi dai molti mestieri e professioni l’altra sera in una delle tante tv, stavolta La7, ha perfezionato la perfomance usuale. In tv il cavallo di battaglia di Sgarbi è la lite, possibilmente iraconda e furibonda, con altro ospite o conduttore. Stavolta ha perfezionato appunto il genere: ha litigato pesantemente con tutti, ha indotto a suon di paroline “gentili” tutti ad andarsene dallo studio. E nello studio è rimasto solo. Variazione di una evidente creatività sul format usuale dell’andarsene dallo studio o dell’indurre un altro ad andarsene.

Stavolta Sgarbi il suo cavallo di battaglia della lite furiosa l’ha portato in scena come non mai. E subito è diventato un titolo, un video, una notizia…Obiettivo professionale raggiunto da parte di Sgarbi, infatti eccoci qua. Ma sarà di una qualche utilità capire perché qui da noi, nelle nostre tv e dintorni, Sgarbi vince perché urla, urla da matto.

In principio (parafrasando le sacre scritture) fu “l’ospitite”. Decine di mini talk-show ogni giorno nei pigrissimi e ripetitivi palinsesti di ogni emittente televisiva. Decine e decine e ogni mini talk come si fa? Con gli ospiti, diamine. Ci vogliono almeno un paio d’ospiti a trasmissione, fanno almeno trecento ospiti al giorno fermandosi alle emittenti più note. Trecento persone al giorno che abbiano qualche minimo titolo di competenza su qualsiasi cosa per essere ospiti in tv a dire la loro è impresa titanica trovarli (probabilmente neanche esistono). Però le tv non sanno far altro che i talk, li chiamano addirittura informazione e approfondimento. Costano poco, con un paio d’ospiti e uno studio risolvi mezz’ora di palinsesto.

Ma ci vogliono gli ospiti e di qui “l’ospitite”, quell’afflizione molesta che ottunde i sensi dei responsabili dei segmenti di tv. Prima e unica missione: trovare gli ospiti, il resto verrà, comunque si arrangia. Il guaio è che si arrangiano, parecchio, anche sulla qualità degli ospiti. L’ospitite è morbo che non perdona, diventa non solo recidivo e cronica ma anche progressivo e degenerativo.

Quindi, malatissimi di “ospitite”, quelli dei segmenti talk delle tv come possono rinunciare a un ospite di qualità e peso e nome come appunto Sgarbi? Non possono e in fatti lo cercano come merce preziosa. Quando Sgarbi dice che va il conduttore e il responsabile si rassicurano: viene Sgarbi, è andata. Su Sgarbi contano per la litigata sfrenata, la sfuriata scenica, le vene del collo che urlano in sintonia con gli occhi. Non vengono mai delusi.

E così talk (e chi li fa) e Sgarbi Vittorio vengono legati, sono legati, quasi fusi in uno stabile rapporto sadomaso. Alle tv piace farsi strapazzare da Sgarbi, a Sgarbi piace recitare dar di frusta, a Sgarbi fa piacere essere redarguito e punito con rimbrotti, le tv godono nel recitare eccitazione indignata.

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