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Sole 24 Ore, con Roberto Napoletano risoluzione consensuale del rapporto di lavoro

Sole 24 Ore, con Roberto Napoletano risoluzione consensuale del rapporto di lavoro

Sole 24 Ore, con Roberto Napoletano risoluzione consensuale del rapporto di lavoro (Foto Ansa)

MILANO – Roberto Napoletano ha ufficialmente lasciato il Sole 24 Ore. Lo comunica lo stesso quotidiano economico, che in una nota fa sapere che giovedì 3 agosto ha raggiunto un accordo per la risoluzione consensuale del rapporto di lavoro con l’ex direttore.

“La società, si legge nella nota, augura al dottor Napoletano, che per sei anni ha diretto le testate del Gruppo 24 ORE, buona fortuna per le sue prossime sfide professionali”.

Lo scorso 12 marzo l’ex direttore aveva formalizzato la sua richiesta di autosospensione con una lettera inviata al consiglio di amministrazione del Gruppo editoriale dopo l’inchiesta della Procura di Milano che ha indagato dieci persone tra cui lo stesso Napoletano per false comunicazioni sociali.

Al centro dell’indagine partita nei mesi scorsi e, in particolare, del filone sulle presunte false comunicazioni sociali, ci sarebbe il presunto dato falso comunicato nel marzo 2016 (e relativo al bilancio 2015) di oltre 100mila copie digitali ‘multiple’ dichiarate come vendute ma che sarebbero risultate, a detta degli inquirenti, “fantasma”.

Gli accertamenti hanno riguardato anche la società inglese Di Source Limited (e altre due che sarebbero ad essa collegate), che era stata incaricata dal gruppo di gestire gli abbonamenti delle copie digitali e che avrebbe gonfiato i dati con un impatto finale, dunque, sia sul bilancio del gruppo che sul mercato degli inserzionisti pubblicitari.

Nell’altro filone si sospetta invece una presunta appropriazione indebita, con al centro sempre la Di Source e altre società, di circa 3 milioni di euro, soldi che sarebbero usciti dalle casse del Sole 24 Ore. Stando agli atti, gli inquirenti avrebbero avuto riscontri sulle presunte vendite gonfiate anche da alcuni testimoni sentiti, che hanno raccontato come le copie digitali in realtà “non venivano acquistate”. Nell’ambito dell’accusa di false comunicazioni sociali, tra l’altro, i pm nel decreto parlano di un “ruolo preponderante” di Napoletano.

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