Blitz quotidiano
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Sputnik, macchina di propaganda di Putin per destabilizzare Gb

LONDRA – Oxana Brazhnik e Johanna Ross sono due ragazze con la faccia acqua e sapone e vestiti alla moda. Le due giovani donne, nonostante l’aria innocente, lavorano per un’agenzia di notizie russa situata in Inghilterra, la Sputnik, che si dice abbia come compito quello di diffondere teorie cospirazioniste.

Sembra che la Sputnik, che i critici chiamano una macchina di propaganda, sia stata creata dal Cremlino per destabilizzare il Regno Unito. L’emittente, che quest’anno ha aperto una sede a Edimburgo, è stata fatta nascere dallo stesso Valdimir Putin, ed è la filiale di un’agenzia di stampa statale che controlla le notizie.

La Brazhnik, che dirige l’ufficio, ha stretti legami con il presidente russo: è infatti l’ex consigliere politico di Vyacheslav Volodin, un politico di linea dura, al quale sono state accreditate le vittorie elettorali del presidente Putin. Brazhnik non fa mistero delle sue tendenze pro-Russia e nei suoi messaggi su Twitter, infatti, ha cercato di minimizzare lo scandalo doping che ha colpito gli atleti russi, e ha suggerito che la candidatura di Hillary Clinton alle elezioni presidenziali degli Stati Uniti sia soltanto una cospirazione: “La moglie dell’ex presidente diventa candidato presidenziale del più grande partito politico. Immaginiamo come l’Occidente avrebbe reagito se tutto ciò fosse accaduto in Russia”.

Il produttore esecutivo della squadra è invece Johanna Ross, un’ex supervisore di el di Dundee, che si descrive come una “russofila” e che è diventata giornalista solamente due anni fa. Racconta di avere come obiettivo quello di “superare i pregiudizi e l’ignoranza nei media”.

L’ex ricercatrice della House of Lords, Ana Lyon, è invece l’editor online di Sputnik. Laureata alla Lomonosov Moscow University, ha precedentemente lavorato a Voice of Russia, un’emittente radio controllata dallo stato russo. Nonostante Sputnik sia un’emittente di tipo minore le sue storie sono spesso usate da altri media.

Una fonte ha riferito al Times: “L’informazione russa sta facendo di tutto per confondere le acque e creare incertezza”. Stessa cosa affermata da Paul Saunders, mente del Centro per gli interessi nazionali americano. I funzionari russi hanno anche cercato di prendere piede nelle università britanniche: l’università di Edimburgo ha ricevuto 300 mila euro da una fondazione creata da Putin per aprire un centro culturale.

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