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Stupri Rimini, Fnsi e Odg contro Libero: “Due volte vittime. Chiesto provvedimento disciplinare”

Stupri Rimini, Fnsi e Odg contro Libero: "Due volte vittime. Chiesto provvedimento disciplinare"

Stupri Rimini, Fnsi e Odg contro Libero: “Due volte vittime. Chiesto provvedimento disciplinare”

ROMA – Due volte vittime, violate una seconda volta da chi ha sbattuto su carta le loro sofferenze. Sono le accuse rivolte al quotidiano Libero dalla Federazione Nazionale della Stampa che chiede immediati provvedimenti contro il giornale diretto da Vittorio Feltri. Il sindacato dei giornalisti, insieme all’Ordine dei giornalisti, all’Usigrai e all’Associazione GiULiA, ha presentato un esposto presso i consigli di disciplina della Lombardia e del Lazio chiedendo di accertare le violazioni deontologiche.

L’articolo in questione è quello pubblicato all’indomani della cattura dei quattro accusati degli stupri di Rimini e intitolato. “I verbali dell’orrore: violenze disumane e doppia penetrazione, il racconto della turista e del trans”. Articolo in cui vengono riportate morbosamente le testimonianze rese dalle vittime senza alcuna censura.

Questo il comunicato della Fnsi:

Due volte vittime. Per avere subito violenza s******e di gruppo e dover subire in seguito anche quella di un giornalismo senza scrupoli che pubblica la trascrizione dei verbali con i dettagli più raccapriccianti dello stupro. È quello che ha fatto il quotidiano Libero con un articolo a sei colonne sugli stupri di Rimini a una turista polacca e a una trans peruviana. Non si può invocare il diritto di cronaca di fronte a una palese violazione della deontologia professionale che con il Testo unico dei doveri del giornalista impone loro, a tutela della dignità della persona, di non “soffermarsi sui dettagli della violenza”.

Un giornalismo che decide di divulgare, nel dettaglio, tutti i particolari, anche i più intimi, della brutale aggressione, vuole ammiccare alla curiosità morbosa dei lettori e far leva sul sensazionalismo, incurante del diritto delle vittime alla privacy e del rispetto dovuto alle vittime. Che si trovano a subire un ulteriore atto di abuso nella loro sfera intima.

L’indignazione che l’articolo ha suscitato, registrata anche dai social media, mostra che la misura è colma. Che la società è stanca di dover combattere anche con un giornalismo che nel linguaggio, e quindi nella sostanza, non rispetta le donne. Di fronte al bollettino quotidiano di donne uccise, picchiate, aggredite è necessario un giornalismo responsabile, corretto e rispettoso, anche nel linguaggio che usa, della dignità delle donne. Che non faccia sensazionalismo e voyeurismo solo pensando di vendere più copie.

Articoli come quello di Libero non sono più ammissibili. Le Commissioni pari opportunità della Fnsi, dell’Ordine e dell’Usigrai e l’Associazione GiULiA Giornaliste hanno presentato un esposto agli Ordini della Lombardia e del Lazio, per le rispettive competenze, chiedendo di accertare le violazioni deontologiche dell’articolo in questione con l’apertura di un procedimento disciplinare.

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