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Terremoto, quotidiani veneti in sciopero. Fnsi solidale

TREVISO – I giornalisti dei quotidiani veneti del gruppo Finegil, Il Mattino di Padova, La Nuova Venezia, La Tribuna di Treviso e Corriere delle Alpi, sono in sciopero oggi lunedì 29 agosto 2016. La decisione, presa dal comitato di redazione (Cdr) dei quattro giornali, è scaturita da “gravissime violazioni contrattuali registrate nei giorni scorsi e già denunciate dal Cdr con una nota di sabato scorso”. A far sfociare la protesta è stato il caso di una giornalista collaboratrice che ha seguito il terremoto che il 24 agosto ha devastato Amatrice e i comuni circostanti. La collega ha confezionato per i quotidiani alcune dirette Facebook ma il tutto al di fuori, sostengono Cdr e Sindacato giornalisti del Veneto, di ogni tutela contrattuale.

Pieno sostegno ai colleghi dei quotidiani veneti arriva dalla Federazione Nazionale della Stampa Italiana (Fnsi), il sindacato dei giornalisti. In una nota si legge che:

“La necessità di assicurare la copertura di eventi, anche in situazioni di emergenza, non può in alcun modo giustificare l’utilizzo irregolare di collaboratori e precari. Questi episodi, sempre più frequenti, devono spingere aziende e direttori a prendere in seria considerazione il problema del rafforzamento degli organici attraverso il regolare inquadramento dei giornalisti, senza pericolose e dannose scorciatoie come quelle dell’abuso di lavoro irregolare e dello sfruttamento di giornalisti precari”.

Questa la nota del Cdr:

“Con l’assenso e il coordinamento della direzione, la collaboratrice Alice Ferretti – priva di qualsiasi tutela contrattuale (è infatti assunta part time a Mestre, dal lunedì al mercoledì, ma non potrebbe entrare in produzione a nessun titolo negli altri giorni della settimana, e a precisa richiesta se avesse potuto collaborare negli altri giorni è stato risposto un perentorio no) – tra venerdì e sabato è stata impiegata in una serie di dirette Facebook, andate in onda con gli account della Nuova Venezia, dai luoghi colpiti dal terremoto. Dirette che sono state rilanciate dagli account degli altri giornali e pubblicizzate dal condirettore sul suo account personale”.

“Per il Cdr – prosegue la dura presa di posizione – si tratta di una forma palese di lavoro nero oltre che di una clamorosa violazione degli accordi presi a giugno a Roma con il Gruppo, secondo i quali nessun collaboratore può utilizzare gli account Facebook dei giornali. Si fa notare inoltre che la collaboratrice si è mossa in luoghi pericolosi senza nessuna copertura assicurativa e senza nessuna forma di tutela e che per lo svolgimento dei servizi ha impiegato mezzi propri. In violazione del contratto che limita la sua produzione a tre giorni, ha inoltre confezionato i servizi usciti ieri sui nostri giornali cartacei”.