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Trump. New York Times, ”Crede di distruggerci invece cresciamo”

Il grattacielo del New York Times

Il grattacielo del New York Times

ROMA -“Non sarebbe corretto né opportuno trasformarci in una opposizione politica, contro il governo o contro il partito repubblicano. Il nostro mestiere resta uno solo: cercare le notizie e raccontarle. Trattando con correttezza ogni presidente”.

Lo dice Mark Thompson, presidente e chief executive del New York Times, intervistato da Repubblica sulla ‘guerra’ tra il maggiore quotidiano americano e il presidente Donald Trump.

“Ho fiducia che sopravviveremo e avremo successo ben oltre l’orizzonte di questa presidenza. Il nostro rapporto con lui non deve diventare un match di wrestling. Nelle nostre risposte ai suoi attacchi abbiamo cura di non scendere sullo stesso piano, di non farci contagiare dalla stessa rabbia che lui esprime verso di noi”. Declassa a “una falsità che abbiamo smentito pubblicamente, più volte” l’insinuazione di Trump che il Nyt stia fallendo.”

“I nostri lettori aumentano e a novembre abbiamo fatto il record storico di 20 milioni”. Thompson definisce la politica di Trump ”non improntata alla verità. Comincia le sue frasi senza sapere come andranno a finire. A volte non sono neppure frasi, ma sequenze di parole che si accavallano. Quello che dice vuole riflettere sentimenti, emozioni, rabbia, sconcerto”.

”Un esempio è la conferenza stampa dopo l’incontro con Netanyahu, quando è sembrato abbandonare di colpo il principio dei due Stati, Israele e Palestina. Lo ha fatto in uno stile informale, non riflessivo. Se qualsiasi altro presidente avesse detto quella cosa, saremmo di fronte a una svolta drammatica. Con lui invece non è mai chiaro cos’abbia voluto dire, se una cosa o il suo contrario”.

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