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Turchia, “No Bavaglio” alla stampa: sit-in Fnsi davanti ambasciata turca

ROMA – Un sit-in davanti all’ambasciata turca a Roma contro l’ulteriore stretta repressiva che Erdogan e il governo Yildirim stanno operando contro i giornalisti dopo il fallito colpo di Stato del 15 luglio. Con l’hashtag #NoBavaglioTurco la Federazione nazionale della Stampa (Fnsi), Articolo 21 e Usigrai danno appuntamento alle 15 di mercoledì 20 luglio in via Palestro, sede dell’ambasciata turca.

“La repressione del presidente Recep Tayyip Erdogan dopo il fallito golpe del 15 luglio si sta abbattendo anche sui giornalisti e sulla libertà di stampa in Turchia. Ne è convinto anche Can Dündar, direttore del quotidiano Cumhuriyet condannato in primo grado a cinque anni e dieci mesi per “rivelazione di segreto di Stato”, che, intervistato dal Corriere della Sera, osserva: «I mezzi di informazione filo-governativi hanno già iniziato la caccia alle streghe contro i giornalisti di opposizione». E aggiunge: «La situazione peggiorerà sicuramente per i media in generale, con un potere ancora più forte nelle mani di Erdogan».

Gli arresti dei giudici, le foto dei prigionieri deti, la chiusura dei siti, la ripresa delle minacce verso gli ultimi media indipendenti, il ventilato ripristino della pena di morte sono altrettanti passi verso la dittatura. L’Europa che ha salutato la “democratica elezione” di Erdogan non può ora fingere di non vedere e di non sapere.

Sono ormai anni che il “Sultano” lavora per zittire il dissenso e assicurarsi il sostegno di media amici. Una situazione che in più occasioni Federazione nazionale della stampa italiana, Usigrai e Articolo21 hanno già denunciato, organizzando momenti di confronto per sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni italiane ed europee e per denunciare gli abusi e i soprusi ai danni dei colleghi turchi.

Per questo domani, mercoledì 20 luglio, dalle 15 alle 16, i rappresentanti dei giornalisti saranno ancora una volta davanti all’ambasciata turca a Roma, in via Palestro, per un sit-in di protesta contro la nuova ondata di repressioni, contro la censura alla libera informazione e per chiedere la scarcerazione dei giudici e dei cronisti arrestati e continuare a reclamare il rispetto dei diritti umani, civili e politici in Turchia.

Al sit-in hanno già aderito: Ordine dei giornalisti del Lazio, Pressing NoBavaglio, Tavola della pace, Amnesty International Italia, Associazione Amici di Roberto Morrione, Associazione Carta di Roma, LasciateCIEntrare.


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