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Usa Today punta al Los Angeles Times: verso una maxi-fusione

NEW YORK –  Tempo di acquisti nell’editoria americana: Usa Today punta al Los Angeles Times, aprendo un nuovo risiko nella carta stampata americana. Gannett Co., l’editore di Usa Today e di altre centinaia di testate, ha fatto un’offerta da 815 milioni di dollari (circa 724 milioni di euro) per avere la Tribune Publishing Company, società che edita il Los Angeles Times e il Chicago Tribune, oltre ad altri nove quotidiani.

Dalle nozze nascerebbe una delle maggiori società editrici di quotidiani locali negli Stati Uniti, che porterebbe sotto lo stesso tetto oltre a Usa Today e Los Angeles Times anche Chicago Tribune, Detroit Free Press, Orlando Sentinel e altri nomi di prestigio.

Gannett Co., dopo aver cercato di avviare senza successo trattative lontano dai riflettori, è uscita alla scoperto per rivolgersi direttamente agli azionisti di Tribune Publishing. Un’uscita con la quale ha ottenuto il risultato che voleva: Tribune ha assunto Goldman Sachs e Lazard per valutare l’offerta in contanti per 12,25 dollari ad azione, con un premio del 63% rispetto alla chiusura del 22 aprile.

”Il consiglio di amministrazione è impegnato con l’assistenza degli advisor a rivedere l’offerta, ha spiegato Tribune Publishing. Il consiglio di amministrazione è impegnato ad agire nel miglior interesse degli azionisti e risponderà a Gannett il prima possibile”.

L’unione creerà sinergie per 50 milioni di dollari l’anno. ”Riteniamo che la logica finanziaria e strategica dell’unione sia chiara” mette in evidenza Robert Dickey, amministratore delegato di Gannett, precisando che insieme le due società consentiranno alle loro storiche pubblicazioni e agli altri asset di sopravvivere e prosperare in un contesto difficile.

L’offerta di Gannett arriva mentre il New York Post riporta alcune indiscrezioni su un possibile taglio drastico della forza lavoro al New York Times. Rumors che il quotidiano smentisce: senza escludere un possibile ridimensionamento del numero dei dipendenti, il New York Times smentisce si possa trattare di un taglio significativo come quello riportato dal New York Post.


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