Blitz quotidiano
powered by aruba

Virginia Raggi e Forza Italia…scuse da Odg, L’Unità tace

ROMA – Alla fine è l’Ordine dei Giornalisti a chiedere scusa a Virginia Raggi dopo che l’Unità aveva ipotizzato che la candidata M5s a sindaco di Roma fosse stata comparsa in un vecchio video di Forza Italia, quello di Meno male che Silvio c’è. Notizia che si è rivelata infondata, come ha scritto la stessa Raggi. Ma il direttore dell’Unità, Erasmo D’Angelis, non ha commentato né chiesto scusa, come richiesto a gran voce da Beppe Grillo e i suoi. E allora le scuse arrivano da Enzo Iacopino, presidente dell’Odg.

Questo aveva scritto L’Unità: “È Virginia Raggi o non è Virginia Raggi la ragazza che appare nel famoso video del 2008 ‘Meno male che Silvio c’è’?”. Il quotidiano Pd aveva invitato i lettori ad andare al minuto 1,01 dello spot e a trovare “ognuno la sua risposta”. La candidata del Movimento 5 Stelle a Roma ha risposto su Twitter con ironia: “Ringrazio l’Unità per la pubblicità gratuita e per il buon giornalismo, anche se la ragazza del video non sono io”.

“Quanto fatto dall’Unità nei confronti di Virginia Raggi, candidata sindaco a Roma per il M5S, non è informazione, ma una vergogna”. Ha scritto su Facebook il presidente dell’Ordine dei giornalisti Enzo Iacopino in relazione al video. “Non lo fanno loro, chiedo scusa io alla signora Raggi”, scrive Iacopino. “Ho esitato, è evidente. Ma alla fine, pur consapevole che qualcuno si risentirà (uso un eufemismo), non sono riuscito a farmi una violenza capace di indurmi a tacere – scrive Iacopino – Non riesco a pensare e agire in base alle convenienze. Quanto fatto dall’Unità nei confronti di Virginia Raggi, candidata sindaco a Roma per il M5S, non è informazione, ma una vergogna. Sia chiaro, gli incidenti, nel nostro mestiere accadono (un po’ troppo spesso, in verità). Ma si dimostra di avere la schiena dritta anche scusandosi (in questo caso con la signora Raggi e con i lettori) e non arrampicandosi sulle specchi contribuendo a pregiudicare la nostra già precaria credibilità”.

“L’idea del direttore dell’Unità che tutto è consentito, senza neanche avvertire il bisogno di chiedere scusa per un errore – continua Iacopino – perché “la comunicazione social punta molto sulla quantità e sulla velocità” può perfino essere vera, ma resta una barbarie, aggravata dalla considerazione che “il web ha modificato profondamente il giornalismo, sui siti e sui social gira di tutto”. Il web, semmai, ha cambiato la comunicazione o, se proprio si vuole estremizzare, l’informazione. Il giornalismo è (o dovrebbe essere) ben altra cosa: noi, i giornalisti, dovremmo tutti, proprio tutti, essere i garanti dei lettori, dovremmo essere la certificazione docg delle notizie. Altro che social e stridore di unghie sugli specchi”. “Beh, non lo fanno loro: chiedo io scusa alla signora Raggi – conclude il presidente dell’Ordine dei giornalisti – P.S.: so che qualcuno si scatenerà e proverà a “farmela pagare”. Si metta in coda, con pazienza: la fila è molto lunga”.

Immagine 1 di 23
  • Virginia Raggi garantista: Avviso di garanzia? No dimissioni
Immagine 1 di 23

PER SAPERNE DI PIU'