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WhatsApp dati criptati ma.. non del tutto. Ecco cosa è fuori

ROMA – WhatsApp, la popolare applicazione di messaggistica per telefoni, ha deciso di criptare i messaggi. Da ora in poi, insomma, soltanto mittente e destinatario potranno avere accesso al contenuto della conversazione. Un passo in avanti fondamentale in materia di tutela della privacy, hanno detto in tanti. Ma le cose stanno davvero così? Fondamentalmente sì, ma non del tutto, sembra rispondere il quotidiano Metro.co.uk che in articolo dedicato al tema spiega che “i messaggi whatsapp potrebbero non essere così privati come vi aspettate”.

La questione di fondo è abbastanza tecnica ma rilevante e riguarda i cosiddetti “metadati” tutte quelle informazioni che non riguardano il testo del messaggio che però Whatsapp continuerà a ospitare sui suoi server. Ad esempio: è possibile sapere se Giuseppe ha spedito un messaggio a Maria, a che ora, se Maria l’ha visualizzato e quando. Ma non il contenuto di quel messaggio.

Ma, come osserva il quotidiano Independent, se queste informazioni vengono immagazzinate allora sono potenzialmente aggredibili da hacker o esperti informatici al servizio di regimi dittatoriali. La questione “metadati” non nasce con whatsapp ed è dibattuta da tempo.

Molti esperti, per esempio, sostengono che i metadati possono essere utilizzati per tracciare ed ottenere informazioni private sulla vita di una persona. Altri, invece, ritengono che i metadati abbiano un potenziale molto limitato e non possano darci informazioni sufficientemente specifiche. Sta di fatto che lo stesso nesso tra metadati e pubblicità è tutt’altro che chiaro. E, giova ricordarlo, Whatsapp è proprietà di Facebook.

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